Società

C’era una volta in America l’antipapismo

Una lunga storia di diffidenza verso la Chiesa cattolica negli Stati Uniti, fino al cambiamento percepito con Trump

C'era una volta in America:l'antipapismo Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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Abbiamo un Papa Usa, una First Lady cattolica il cui marito si circonda di cattolici e onora le festività “papiste”. Acchiappa-voti latinos (ormai maggioranza)? Forse, ma non si coglie la portata di tutto questo se non si considera che la Santa Sede dovette attendere Reagan per avere normali relazioni diplomatiche con gli Usa. Il cattolico Kennedy fu costretto a spergiurare al Congresso che il suo battesimo era del tutto casuale.

L’altro cattolico, Biden, è stato il più anticattolico di sempre. Si dimentica che gli Usa nacquero in funzione “antipapista” e un libro viene a farne la storia: Antony Chester, La mostruosa progenie di Babilonia la grande. Alle radici dell’anticattolicesimo americano (Il Cerchio, pp. 96, € 16).

I Padri Pellegrini, puritani, lasciarono l’Inghilterra perché era ancora troppo papista. Infatti, la c.d. Gloriosa Rivoluzione detronizzò Giacomo II e bloccò per sempre i tentativi dei sovrani inglesi di trovare un accomodamento col papato. Furono vietati la Pasqua e il Natale (e represse le rivolte conseguenti) e nel 1630 il Massachusetts permise il voto ai soli puritani. Convinti della loro missionarietà universale, propalarono le leggende nere luterane, dalla Papessa Giovanna alle seimila teste di bambini trovate nello stagno di un convento (quest’ultima, ripresa in Canada di recente).

E via così nei secoli, compreso il Ku Klux Klan che linciava negri, ebrei e papisti. A firmare la Dichiarazione d’Indipendenza c’era un solo cattolico, uno, Carroll (il cui padre era dovuto scappare nella Louisiana francese), troppo ricco per poter essere discriminato. George Washington cercò di dare una calmata ai furori antipapisti perché aveva bisogno dell’aiuto della Francia e dei canadesi francofoni.

Poi, alla spicciolata, diversi vip passarono al cattolicesimo: Buffalo Bill, Kit Carson, Gary Cooper, John Wayne, eccetera. Tuttavia, ancora nel 1989 il National Endowment for the Arts finanziava a New York una mostra di dipinti sull’Aids il cui catalogo descriveva il cardinale O’Connor come un «grasso cannibale», una «svastica in carne e ossa» e un «viscidone in gonnella». Un mese dopo, la cattedrale fu assalita da fanatici che interruppero la funzione e profanarono le ostie consacrate.

Nel 1991 le televisioni trasmisero un documentario celebrativo dell’impresa, titolo: Stop the Church. “Questo era il – prevedibile – ringraziamento all’unica istituzione religiosa che negli Stati Uniti si era presa cura dei primi sieropositivi nel momento in cui gli ospedali si rifiutavano anche solo di farli entrare”.

Il megafono Hollywood? Ancora oggi star come Mel Gibson, Gary Sinise, Mark Wahlberg e Jim Caviezel hanno i loro problemi. Nella guerra del 1848 gli Usa invasero il Messico e gli strapparono gli Stati settentrionali. Perché non lo annessero tutto? Perché si sarebbero messi in casa milioni di papisti che avrebbero sconvolto le loro fondamenta ideologiche. Il gioco di società più diffuso nelle colonie inglesi del XVIII secolo si chiamava “Spezza il collo al papa”.

Nel 1743 la Georgia obbligò tutti al giuramento “contro la Transustanziazione”. In Virginia ai papisti era vietato possedere un cavallo di valore superiore alle cinque sterline. Negli anni Venti del Novecento il Klan lasciò in pace i negri per concentrarsi sui cattolici. Le autorità intervennero solo quando gli studenti universitari papisti diedero luogo a una epica battaglia urbana contro gli incappucciati.

Ma la diffusione di leggende “gotiche” sulle nefandezze di frati e suore continuò e portò all’assalto con incendio del convento delle Orsoline a Charlestown (1834): i pompieri si unirono all’assalto. Uno dei più sfegatati antipapisti del tempo era Samuel Morse, l’inventore del telegrafo. Il Partito Antimassonico, attivo per tutto il XIX secolo, se la prendeva con la Chiesa (ridicolmente) e con gli Illuminati di Baviera (di cui aveva appreso dal gesuita Barruel!).

Quando Cromwell sterminò un terzo degli irlandesi, prima i deportati, poi gli emigrati (per fame), crearono un ulteriore allarme nei wasp americani. Nel 1844 a Philadelphia vennero distrutte due chiese e il seminario. Nel 1870 a New York furono linciati sessanta irlandesi. Nel 1887 fu fondata una società segreta suprematista appositamente contro il papismo. E, ahimè, si potrebbe continuare. Perciò, checché se ne dica, lunga vita a Trump…

Rino Cammilleri, 15 aprile 2026

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