Dopo il rave di Modena, alcuni soggetti drogati e ubriachi all’inverosimile cercano di investire e uccidere i poliziotti dei Reparti Mobili per assicurarsi la fuga. Alcuni colleghi sono rimasti gravemente feriti, piedi rotti e contusioni varie, investiti da soggetti alla guida di camper e veicoli vari, finendo la fuga addosso ai mezzi del Reparto Mobile di Torino. Altro che lesioni e resistenza, per cui sono stati arrestati, questo è tentato omicidio.
Poi, in solidarietà di questi “bravi ragazzi” ne sono arrivati altri, come sempre dai centri sociali, quelli che tifano per la libertà con le bandiere della Palestina e difendono chi cerca di uccidere i poliziotti.
Queste cose succedono solo in questo Paese: siamo diventati una società malata che difende l’indifendibile e che sta cullando l’odio viscerale contro i poliziotti. Un odio che non ha ragione d’essere né viene fermato, però. Perché le Istituzioni hanno paura di dire le cose come stanno, hanno paura di dire la Verità, ovvero condannare queste bande di idioti, come quei ragazzi che, giorni fa, si sono messi a rovinare e disegnare sui mezzi del Reparto Mobile. Quei ragazzi dovrebbero essere il futuro? Allora siamo rovinati.
E mentre succede tutto questo, i poliziotti si fanno male e muoiono veramente nel silenzio generale di tutti. Poi ripenso ad alcune situazioni banali, dove per una manganellata, oltretutto come da protocollo, si è arrivati ad una condanna unanime, intervenne anche il Presidente della Repubblica. Poi si è arrivati a lanciare le molotov alla Polizia per la morte di un ragazzo, Ramy, che insieme ad un suo amico stava fuggendo dai Carabinieri.
Insomma, i poliziotti vengono sempre condannati, anche a pagarsi spese legali improponibili. Condannati da sentenze politiche e da un’opinione pubblica che predica la pace ma vuole il sangue di chi indossa la divisa. Questo Paese non merita il sacrificio di chi è morto indossandola, di chi tutti i giorni non fa mai un passo indietro.
Solo una cosa abbiamo capito: in questo Paese se sei cattivo, delinquente, un mostro, avrai sempre una difesa e qualcuno disposto a sfasciare e bruciare tutto per te in nome di una finta e falsa libertà (figlia del diabolicamente corretto); se invece sei una brava persona che subisce, devi solo morire o essere condannato.
Questa è l’Italia. Che fine.
Andrea Cecchini, 4 novembre 2025
*Segretario Italia Celere
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