Cultura, tv e spettacoli

“Certe cose hanno un prezzo…”. Come frigna Ranucci: la risposta alla Rai dopo il richiamo

Il conduttore di Report richiamato dal direttore Corsini: è accusato di aver rivelato a Cartabianca una notizia non ancora verificata a dovere

Sigfrido Ranucci di Report si lamenta con la Rai Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Botta e risposta. Era scontato che Sigfrido Ranucci rispondesse pubblicamente alla Rai dopo l’invio della lettera di richiamo per il caso Minetti-Nordio e infatti così è andata. Poco fa, il giornalista e conduttore di Report ha affidato a Facebook le sue considerazioni: “Prendo atto di quanto riporta l’Ansa, che da ottima agenzia ha avuto la notizia prima che mi venisse comunicata personalmente la decisione dell’ azienda. Tuttavia non ho timori di affrontare in giudizio il Ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell’Albo dei giornalisti. Sul resto, ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell’ umanità”.

Il riferimento non è tanto al contenuto della lettera di richiamo inviata dal direttore dell’Approfondimento, Paolo Corsini. Bensì al fatto che, secondo alcune indiscrezioni, la Rai avrebbe deciso di non coprire legalmente il suo conduttore qualora – come annunciato in diretta – il ministro Carlo Nordio volesse davvero provvedere a querelarlo.

Tutto nasce, come noto, dall’intervento di Ranucci in diretta a Cartabianca, programma di Rete4, dunque concorrente di Report. Stando alla Rai, il giornalista era stato autorizzato solo a presentare il suo libro. Ospite di Bianca Berlinguer, però, Ranucci ha parlato anche del caso della grazia a Nicole Minetti, con tutto il patatrac che ne è conseguito, rivelando in anteprima che “una fonte ci ha detto di aver visto il ministro Carlo Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay”, lasciando intendere al telespettatore che dietro la concessione della clemenza ci sia stato chissà quale inciucio. E questo nonostante, per sua stessa ammissione in diretta, la soffiata fosse solo una pista “che stiamo verificando” e che sarebbe diventata una notizia “se fosse” risultata vera. Immediata la telefonata in diretta del Guardasigilli, che ha negato ogni cosa: “Non esiste al mondo. Ma figurarsi se sono andato lì. I miei spostamenti sono tutti documentati, era una missione ufficiale di tre giorni in Argentina e in Uruguay uno o due anni fa. C’è un limite a tutto, anche a questo degrado morale e mediatico”. A colpire i telespettatori, però, era stato il balbettio di Ranucci che – alla richiesta di Nordio di spiegare a quando risalisse la sua presunta presenza nel ranch spifferata dalla fonte – non si ricordava se si trattava di quest’anno o di quello passato.

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