La mossa sarebbe politicamente rilevante. Riporta l’Ansa che, secondo fonti di Palazzo Chigi, “il governo italiano sta valutando di sospendere Schengen con la Spagna”.
La piccola enclave spagnola di Ceuta, situata sulla costa nordafricana, è stata colpita da un’importante ondata migratoria. Migliaia di persone, provenienti principalmente dal Marocco, hanno attraversato il confine a nuoto o aggirando le barriere. Si parla di una fila umana di 5 chilometri alla frontiera. La situazione ha spinto gli abitanti a esprimere il loro disagio: «Ci sentiamo abbandonati, senza protezione. Molti migranti vagano feriti, senza sapere dove andare.»
Strutture al collasso
Lo shock degli arrivi ha sovraccaricato le strutture locali e i soccorritori. Secondo il presidente dell’enclave, Juan Jesús Vivas, le strutture per minori non accompagnati hanno raggiunto un sovraffollamento del 2.400%. Nei centri di accoglienza principali, molte persone dormono in strada per la mancanza di spazio. Vivas ha richiesto al governo centrale di dichiarare lo stato di emergenza nazionale, ma il governo di Pedro Sánchez ha escluso questa possibilità. La normativa spagnola, infatti, non prevede lo stato d’emergenza per ragioni legate ai flussi migratori.
Accordo tra Spagna e Marocco
Parallelamente alla crisi, Spagna e Marocco hanno raggiunto un’intesa per i rimpatri delle persone che hanno attraversato irregolarmente il confine. Gli accordi prevedono la collaborazione bilaterale, ma devono affrontare anche le difficoltà legate a una recente sentenza della Corte Suprema spagnola che limita i respingimenti immediati. Il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha accusato le reti criminali di sfruttare i più giovani per le pericolose traversate.
Scontro politico in Spagna
La crisi migratoria ha scatenato anche un acceso dibattito politico. Alberto Núñez Feijóo, leader del Partito Popolare, ha definito la situazione una crisi di sicurezza nazionale. Il leader di Vox, Santiago Abascal, ha parlato di «invasione», accusando il governo Sánchez di ignorare le richieste di sicurezza. Gli abitanti di Ceuta, intanto, continuano a testimoniare il peso crescente di una situazione che si aggrava di ora in ora. “Si tratta di uomini in età militare, convocati dal governo corrotto di Sánchez per assaltare i nostri confini, solo per poi vagare per le strade della Spagna gridando ‘Viva Pedro Sánchez!’. Per ogni stupro, ogni accoltellamento e ogni colpo alle tasche degli spagnoli per sostenerli c’è un colpevole diretto: il capo della mafia che chiama disperatamente altri sicari per aggrapparsi al potere”, ha scritto Abascal su X.
Un fenomeno non isolato
Quanto accaduto a Ceuta richiama alla mente l’ondata migratoria del maggio 2021, quando oltre 8.000 persone attraversarono il confine in soli due giorni. Negli ultimi 12 mesi, almeno 62 persone sono morte tentando di raggiungere l’enclave a nuoto. Questa crisi non rappresenta solo un problema spagnolo, ma una sfida globale, con profonde implicazioni politiche, umanitarie e sociali.
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