Che pena la Festa dell’Unit*

I vecchi comunisti si rivoltano nella tomba. Con quell'asterisco pare il sito di Wanna Marchi, però arcobaleno

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festa dell'unità

Ha scritto Andrea Ruggieri, un pragmatico, un esasperato, sotto la foto instagram della “Festa dell’unit*” di Roma che si vanta così di essere inclusiva: ma fate pace col cervello. Avercelo un cervello, e non solo per la ostentata sottomissione al politicamente corretto più ridicolo: faccio un giro sul sito di questa festa piddina asteriscata di Roma, patetico retaggio di ben altre edizioni, quando la Festa dell’unità nazionale pesava quanto un governo ombra, e l’impressione è deprimente: fra strappi lessicali (“artigianalità”) e vendita di magliette e altro ciarpame, sembra il sito di Wanna Marchi. Però arcobaleno, virato in politicamente corretto.

Ne deriva una conferma e mesta conferma: chi non si rende conto del ridicolo, chi sprofonda nel ridicolo con l’orgoglio della convinzione, è stupido. O comunista, ma sono sinonimi. Basta con la fola che questi sono (erano) i migliori, i più degni: sono stupidi che discendono da una tradizione stupida e siccome quella tradizione messianica con pretese scientifiche non arrivava mai ad impattare la realtà, siccome la realtà sfuggiva sempre, ne derivava un istupidimento progressivo in termini di alienazione. E la alienazione si difende con protervia, con la spocchia. E la spocchia a lungo andare degenera in stupidità.

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La festa dell’unit* con l’asterisco inclusivo è pura stupidità. Intanto è razzista perché nega le differenze. Dicono che uno può sentirsi benissimo maschio femmina o nessuno dei due? Appunto, discorso idiota, sei quello che sei, non quello che ti senti e nella piena libertà di considerararti, di percepirti un gatto o l’uomo ragno la tua illusione non cambia le cose: quell’asterisco è solo ruffiano, è acchiappavoti. Ed è prepotente per quanto pleonastico: posso o non posso io rivendicare chi sono, il mio sesso così come madre natura me l’ha assegnato? O devo rinunciarci, castrarmi con un asterisco, una astrazione? Qui non si discrimina? Benissimo, basta dimostrarlo con la pratica, accogliendo chiunque con rispetto e gentilezza. L’apostrofo è solo una ridondanza presuntuosa, è per dire noi siamo diversi, siamo più civili, più accoglienti, insomma ce l’abbiamo più lungo (ops!).

E allora perché non trovano mezza parola per denunciare l’obbrobrio di Milano, migliaia di donne chiuse in un recinto per una festa islamica, situazione tra l’altro in aperto contrasto con la Costituzione sacralizzata, fanatizzata dai farisei di sinistra? Ma neppure il Presidente piddino ha osato fiatare. Davvero un vulnus giuridico e umano si risolve con l’asterisco che desessualizza?

Che modo immaturo, infantile di aggirare le contraddizioni, facendo gli splendidi: molto Lella Schlein, per dire inconsistente, velleitario. Precisamente quanto esprime lo scrittore peraltro di sinistra Francesco Cataluccio nel saggio “Immaturità: la malattia del nostro tempo“, che però ha 20 anni, trascorsi i quali la situazione più che peggiorata risulta disperata: in politica, nei partiti, nelle istituzioni comandano i Peter Pan, irrisolti e feroci come bambini viziati, incapaci di esprimere un concetto razionale ma provvisti di armocromista.

Magari alla Festa dell’Unit* senza generi e senza logica, tra food and drink e canti e balli come piace alla segretaria, interverrà come ospite d’onore il ragazzino che ha trovato modo di passare alla maturità senza dare l’esame, così da scampare la seconda bocciatura di fila. Ma siccome è “contro il sistema“, insomma finge di protestare contro qualcosa che non sa, che non esiste, facendo in modo che tutti lo sappiano, diventa automaticamente un oracolo per la sinistra fannullona. Bel ribaltamento rispetto alla severità moralistica del vecchio PCI che li voleva più colti, più studiosi degli altri per farne degli intellettuali e dei tecnocrati capaci non di rivoluzionare la società ma di conquistarla, di dominarla secondo la legge dell’entrismo leninista.

Oggi quale sia la concezione dell’entrismo nella post sinistra ludica è meglio non approfondire, tanto più che la penetrazione sociale è chiaramente delimitata allo spazio di un gaypride. Che si vuol dire con l’asterisco? Che qui si approvano certe pratiche demoniache, il cambio di sesso imposto agli infanti a sberle di ormoni cancerogeni? Che non esistono donne gravide (salvo quando le devi farcire di vaccini) ma solo “persone con attitudine riproduttiva”, nel trionfo del grottesco luciferino? Che stanno ostinatamente pervicacemente dalla parte delle finte femmine che pestano femmine vere?

La sinistra comunista aveva i suoi tratti demoniaci ma conservava un ritegno di fondo, perbenista ma in funzione di argine, questa del post comunismo è sfilacciata nella sua ybris bamboccesca senza capo né coda. E senza valori, per quanto sballati. Le sono rimaste solo le presunzioni bambinesche. Che mestizia però questi boomeroni invecchiati senza più orizzonti che l’affare immediato, il qui ed ora da influencer, il sesso e samba di Tony Effe, senza nessuna prospettiva di potere e dunque di responsabilità, pura sopravvivenza declinata e reclinata in un immaginario iridato, un giardino di delizie cheap dove i fiori sono di plastica e gli asterischi han preso il posto delle spine.

Max Del Papa, 8 luglio 2025

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