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Chiara Appendino si dimette dal M5S: il partito di Conte è nel caos

Dopo la batosta alle regionali, grillini sul piede di guerra. L'ex sindaco di Torino molla Giuseppi

appendino conte m5s Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Chiara Appendino, ex sindaca di Torino e vicepresidente del Movimento 5 Stelle, ha ufficialmente rassegnato le dimissioni durante il Consiglio nazionale del partito, riunitosi in streaming il 18 ottobre 2025. Questo passaggio segna un momento cruciale per il Movimento, già in tensione per i risultati elettorali negativi e i dibattiti interni sulla linea politica. La decisione arriva dopo giorni di riflessione e dopo l’assemblea dei parlamentari tenutasi il 17 ottobre, dove Appendino aveva anticipato il suo disaccordo con la linea promossa dal leader Giuseppe Conte.

Lo scontro con Giuseppe Conte e il nodo delle alleanze

Appendino ha criticato apertamente l’eccessiva dipendenza del Movimento 5 Stelle dal Partito Democratico e dal centrosinistra, chiedendo un maggiore livello di autonomia politica. Le elezioni regionali in Toscana, che hanno portato a risultati deludenti per il M5S, hanno alimentato questo dibattito interno. Durante l’assemblea, Appendino ha espresso la sua insoddisfazione sottolineando che per il Movimento è fondamentale mantenersi coerente con i propri ideali originali. Malgrado una lunga telefonata tra la deputata e Giuseppe Conte giovedì 16 ottobre, non è stato possibile trovare un punto di incontro. Conte, interpellato sull’argomento, ha dichiarato: “Non c’è stato nessun annuncio ufficiale da parte sua, e io non ho ricevuto nulla”. Ora è arrivato.

La presa di posizione di Appendino non è stata accolta positivamente dalle alte cariche del partito. Stefano Patuanelli, capogruppo al Senato, e Michele Gubitosa, altro vicepresidente, hanno difeso la linea politica adottata, ribadendo che le alleanze sono frutto di decisioni condivise dalla base del Movimento. Paola Taverna, vicepresidente uscente, ha criticato duramente Appendino, dichiarando che avrebbe potuto sollevare questi temi direttamente nelle sedi appropriate, senza provocare una crisi interna in un momento delicato per il partito.

L’impatto delle dimissioni e l’incertezza sul futuro

Le dimissioni di Appendino non sono passate inosservate all’interno del Movimento, aprendo un dibattito sulla direzione politica futura. Appendino, durante il Consiglio nazionale, ha confermato il suo impegno per promuovere un percorso più chiaro e fondato sui principi originari del M5S. La situazione, tuttavia, complica ulteriormente il periodo di transizione già in atto: durante il weekend successivo è previsto il rinnovo delle cariche, con Giuseppe Conte candidato unico per la presidenza. Questo processo porterà all’azzeramento di tutte le vice-presidenze, compresa la posizione che Appendino lascia anticipatamente.

Il confronto sulle sfide elettorali e il futuro delle alleanze

La frattura interna al Movimento solleva interrogativi sulla strategia elettorale dei 5 Stelle. Con risultati altalenanti nelle recenti elezioni regionali e un calo di voti rispetto al passato, il partito si trova a rivalutare il proprio posizionamento politico. Appendino ha più volte sottolineato l’importanza di mettere in discussione il “campo largo” che include il Partito Democratico, suggerendo che il M5S necessiti di una maggiore autonomia per rafforzare la propria identità.

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