“Dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa: ho tradito la loro fiducia”. Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della Polizia fermato per l’omicidio a Rogoredo di Abderrahim Mansouri, a colloquio col suo avvocato Piero Porciani ha ammesso di aver inscenato la “legittima difesa” con la pistola a salve e ha chiesto scusa.
A riportare le sue parole è lo stesso avvocato Porciani che è andato a fargli visita a San Vittore prima dell’interrogatorio di garanzia di fronte al Gip. Per il legale, Cinturrino è “triste, pentito di quello che ha fatto”.
Non cambia però la linea difensiva, che rigetta l’ipotesi di omicidio volontario. L’agente ribadisce di aver “sparato perché aveva paura; quello che ha fatto dopo lo sappiamo tutti, è stato un errore”, ha spiegato il legale che però nega che Cinturrino abbia “mai preso un centesimo da nessuno”.
Si potrebbe complicare anche la posizione del collega che era con lui e che è andato a prendere la borsa da cui è poi uscita la pistola a salve. Secondo l’avvocato l’arma “era in quello zaino da qualche tempo e che il suo collega”, quando ha ricevuto l’ordine di andare a prenderlo in commissariato, “non poteva non sapere”. “Che Cinturrino venga cacciato sono d’accordo, ma un delinquente non è uno che sbaglia, è uno che delinque. E chi sbaglia paga”, ha concluso l’avvocato rispondendo al Capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani, che aveva definito il poliziotto un delinquente.
Articolo in aggiornamento
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


