Per dovere di cronaca è necessario riportare una vittoria roboante della politica di Sinistra. A Grosseto, nella Cittadella dello Studente, i servizi igienici sono stati trasformati in bagni neutri: sulle porte non ci sono più i classici simboli di un uomo e di una donna, ma una galleria parecchio articolata di figure fantasy. Una sirena, un alieno, Batman, un robot Android (gli Apple evidentemente saranno discriminati…), un pirata, quello che pare essere un asceta, una persona con gonna e pantaloni insieme, e altri ancora.
L’assessore regionale alla Scuola Alessandra Nardini e il presidente della Provincia di Grosseto Francesco Limatola (con tanto di fascia) si sono fatti ritrarre sorridenti proprio davanti a questo murales da water, come se avessero inaugurato un’opera di importanza globale.
Ovviamente, dinanzi ad una iniziativa di questo tipo (e quasi sicuramente preso dalla gelosia di non averci pensato prima dei colleghi avversari…), il deputato di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi ha definito la cosa ridicola. La risposta della sinistra è stata immediata e prevedibile: accuse di ossessione ideologica, oscurantismo, odio. Nardini ha parlato della necessità di costruire spazi accoglienti che rispettano tutte le identità (pure quella delle sirene, evidentemente) e ha annunciato la sua presenza al Toscana Pride. Evviva, evviva.
Ma entriamo nel merito. Questa operazione è grottesca proprio perché pretende di risolvere un problema profondo (il disagio di chi non si riconosce nel binarismo di genere) con un rimedio superficiale e controproducente. Addirittura quasi caricaturale. Credere che appiccicare un alieno o una sirena su una porta di bagno faccia sentire davvero accettati un ragazzo o una ragazza con disforia di genere è una forma di infantilismo ideologico, tendente all’offensivo. Visto che peraltro, così facendo, a dei ragazzi esistenti si affiancano figure di assoluta fantasia. Nessuno si è chiesto se a quei ragazzi possa dar fastidio essere rappresentati da un robot? Cosa sono, fenomeni da baraccone?
Ma la sinistra questo non se lo chiede e posa davanti a degli adesivi come fosse una vittoria di libertà. Evidentemente, per loro, un adolescente in fase di definizione del suo io ha davvero bisogno di un bagno con Batman per sentirsi amato.
E così trasformare il wc in un luna park di icone ironiche crea inclusione. Secondo loro. E poi davvero ci sarebbe da soffermarsi sulla foto: espressione fiera e dito puntato verso gli adesivi con un’aula attorno composta dall’idea di aver compiuto un’impresa stoica e storica. Nemmeno la grande Rosa Parks immortalata sull’autobus era fiera quanto l’Assessore alla Scuola della Regione Toscana davanti a un cesso con la figurina di Batman attaccata sopra. Poesia pura.
Questi bagni “woke” non contribuiscono all’accettazione del diverso, al contrario lo evidenziano. Forse giusto per il gusto di ricordargli “Tu non sei come gli altri e gli unici a prendersi cura di te siamo noi”. Questa gente ha davvero smarrito il senso del reale. Trovassero qualcosa di davvero proficuo da fare per il Paese.
Alessandro Bonelli, 22 maggio 2026
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