Ci mancavano le lezioncine streaming dei radical chic

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Ci hanno riempito la testa con la competenza, che andava riscoperta. Ed avevano ragione, solo che non si accorgevano che i primi incompetenti erano loro: sia perché da loro era partito l’attacco alla cultura classica, cioè al sapere occidentale; sia perché il loro metro di misura non era la cultura ma la Mid Cult, cioè la messa in campo di frasi fatte e posture intellettualistiche, quella cappa soffocante che ci avvolge e opprime.

Speravamo che il Coronavirus, con la necessità di serietà e di competenza veri che impone li calmasse e fermasse un attimo, per farli riflettere e casomai rinsavire. Macché! ! Anzi, ora i “radical chic de’ noantri“, perché è di loro che parliamo, hanno pure il “governo amico” che gli dà corda e spazi.

Ed ecco che, con il banale titolo: “prendiamola con filosofia” (e che ti potevi aspettare!), scopriamo che oggi, fino a notte tarda, va in onda in streaming sul sito del Ministero della Salute, che mai in questi giorni dovrebbe essere di servizio vero, una “staffetta di filosofi”. Promossa da due tali di nome Andrea Colamedici e Maura Gancitano, l’iniziativa è stata “ideata per offrirci strumenti pratici per affrontare la quarantena”.

Leggendo il programma scopriamo che per una metà ci sono “filosofi” sconosciuti ai più, e anche a me, che un pochino del settore sono, e per l’altra vere e proprie star della cultura politically correct che però filosofi non sono: Roberto Saviano, Erri De Luca, Lorenzo Jovanotti, Alessandro Baricco…

E penso a quei poverini dei nostri concittadini lombardi che non solo devono lenirsi le ferite fisiche e psicologiche della quarantena ma dovrebbero pure sorbirsi i soliti pipponi moralistici di una ideologia che proprio il Coronavirus, con la fine del globalismo, sta mandando “in quarantena” (mi si scusi il termine). Non poteva mancare ovviamente uno spazio di “diversity inclusion”, dedicato alla bontà dell’ immigrazione e del multiculturalismo, giusto perché è sempre molto figo, anche quando non c’entra nulla, dare addosso ai “maledetti sovranisti”.

Non accorgendosi, poverini, che quello che loro chiamano “sovranismo”, ha ormai vinto su tutta la linea, politica e anche e soprattutto morale. Caro Roberto Speranza, che il suo Ministero si presti in questo momento a queste sciocchezze è per metà ridicolo e per metà penoso!

Corrado Ocone, 21 marzo 2020

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