Il passaggio dall’auto a motore endotermico, alle vetture elettriche è un obiettivo difficile da realizzare e, inoltre, potrebbe rivelarsi controproducente per tutti. Oggi proverò, per l’ennesima volta ad evidenziare le numerose lacune presenti nelle macchine elettriche. Partiamo dalle scelte di una nota e prestigiosa casa automobilistica: la Porsche.
L’azienda ha avviato un cambio di programma, puntando sul ritorno dei motori a combustione, affiancati a soluzioni ibride per il nuovo listino. Si tratta di una scelta per tutelare i suoi clienti storici e l’autenticità delle automobili di lusso. Oliver Blume, CEO di Porsche, ha ammesso che l’idea di lanciare la nuova Macan esclusivamente elettrica è stato un errore strategico, basato su dati di mercato non aggiornati. L’ammissione riguarda la decisione presa nel 2019, quando la Macan venne destinata a una trasformazione esclusivamente elettrica, concretizzata con il debutto commerciale nel 2024. L’idea era quella di presentarsi come precursori del cambio di paradigma del settore automotive, ma i risultati hanno mostrato criticità di mercato, tra domanda inferiore alle attese e complessità nella distribuzione internazionale. Blume ha spiegato alla Frankfurter Allgemeine Zeitung: “Sulla Macan ci siamo sbagliati”, riconoscendo l’impatto negativo su uno dei pilastri commerciali del Costruttore tedesco. Un nuovo crossover sarà pronto nel 2028, ed utilizzerà la Premium Platform Combustion del Gruppo Volkswagen. La base tecnica consentirà l’utilizzo di propulsori benzina di nuova generazione. Ormai Blume ha concluso il suo mandato e la Porsche mira ad un progetto molto più ampio, dunque non solo elettrico, ma una vasta offerta di veicoli.
I problemi legati al passaggio totale alle vetture elettriche non riguarda solo i produttori, ma soprattutto gli stessi veicoli elettrici, oggetto da tempo di numerosi studi sulle varie inefficienze. Ad esempio, l’ultimo studio di Geotab, colosso tecnologico canadese della telematica, ha calcolato che il degrado medio annuo delle batterie dei veicoli elettrici è pari al 2,3%. Questo significa che un’auto vecchia di dieci anni deve considerare la perdita di circa un quarto della capacità iniziale e, di conseguenza della sua autonomia generale. Il degrado dipende dalla potenza con cui viene caricata l’automobile e dalla frequenza di accesso alle colonnine in corrente continua.
Secondo le analisi del club tedesco ADAC, che spesso svolge meticolosi test sul campo al servizio degli automobilisti, i consumi invernali possono aumentare in media del 70%, con picchi ancora più alti nei tratti brevi: è quanto emerso dalle prove effettuate su diversi modelli elettrici in condizioni invernali estreme. Al fine di valutare gli effetti del freddo ed i suoi impatti sulle auto elettriche, i tecnici dell’ADAC hanno sottoposto una selezione di auto elettriche a un test in camera climatica a -7 °C, confrontando i risultati con quelli ottenuti a 23 °C. Le automobili sono partite con batteria e abitacolo completamente freddi, senza preriscaldamento, ricreando una situazione avversa molto simile a quella che si verifica in inverno. Dalle prove emerge un dato che alcune auto perdono fino alla metà dell’autonomia rispetto ai valori estivi. L’ADAC precisa che si tratta di uno scenario limite, pensato per simulare il caso più sfavorevole: nei viaggi lunghi, infatti, il peso del riscaldamento iniziale si diluisce e l’autonomia migliora, ma per chi utilizza l’auto elettrica soprattutto in città o su brevi percorsi, i numeri del test rispecchiano bene la realtà quotidiana.
Il mercato delle auto elettriche continua a crescere più lentamente del previsto in molti Paesi europei, Italia compresa. Uno dei principali freni alla diffusione di questi veicoli resta il costo elevato, che rappresenta un ostacolo concreto per una larga fascia di consumatori. Un altro fattore che pesa sulla percezione dei costi è l’infrastruttura di ricarica. Sebbene ricaricare un’auto elettrica possa essere economicamente vantaggioso nel lungo periodo, l’installazione di una colonnina domestica comporta una spesa iniziale non trascurabile. Inoltre, la rete pubblica di ricarica non è ancora sufficientemente capillare, soprattutto nelle aree rurali o nel Sud Italia, aumentando il senso di insicurezza tra i potenziali acquirenti. Anche il contesto economico generale gioca un ruolo chiave. L’aumento del costo della vita, l’inflazione e l’incertezza economica spingono molte famiglie a privilegiare soluzioni più economiche e consolidate. In questo scenario, l’auto elettrica viene spesso percepita come un investimento rischioso o elitario, riservato a chi dispone di un reddito alto.
Carlo Toto, 25 gennaio 2026
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