Lo stadio Giuseppe Meazza di Milano, noto come San Siro, è ufficialmente passato di proprietà. Nella mattinata del 5 novembre 2025, è stato firmato il rogito che sancisce la vendita dello stadio e delle aree limitrofe dal Comune di Milano ai club calcistici Inter e Milan. Le trattative si sono concluse negli uffici del notaio Filippo Zabban, con la firma che arriva dopo l’approvazione della delibera comunale del 29 settembre 2025. Il prezzo di vendita è stato fissato a 197 milioni di euro e sarà pagato in più tranche.
I dettagli dell’acquisto
Il pagamento delle aree e dello stadio sarà effettuato in fasi. Una prima rata iniziale di circa 91,96 milioni di euro è stata versata prima della firma del rogito, mentre il restante importo sarà corrisposto entro dieci giorni dalla fine dei lavori di parziale demolizione del Meazza. La proprietà dello stadio è stata acquisita attraverso la società Stadio San Siro S.p.A., interamente controllata da Milan e Inter, supportate da un finanziamento internazionale coordinato da Goldman Sachs e J. P. Morgan, insieme a Banco BPM e BPER Banca.
Soddisfazione tra i club
Inter e Milan hanno commentato congiuntamente la vendita definendola “un nuovo capitolo per la città di Milano e per entrambi i Club”. Nella loro nota, le due società hanno sottolineato che questa operazione è parte di un progetto più ampio per la costruzione di un nuovo stadio. Le ambizioni delle proprietà, RedBird per il Milan e i fondi Oaktree per l’Inter, puntano alla crescita sostenibile e al successo sportivo a lungo termine. Il progetto, sviluppato dagli studi Foster + Partners e Manica, include anche un piano di rigenerazione urbana per l’area di San Siro e sarà finalizzato nei prossimi mesi.
L’indagine per turbativa d’asta
Nel frattempo, la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta sull’operazione di compravendita, ipotizzando il reato di turbativa d’asta. La mattina del 5 novembre, i pubblici ministeri Paolo Filippini, Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi hanno ascoltato Claudio Trotta, promotore e fondatore del comitato “Sì Meazza”. Trotta ha dichiarato di non aver potuto partecipare al bando per l’acquisto dello stadio a causa di tempistiche troppo strette. Il bando pubblico, aperto dal Comune tra marzo e aprile 2025, non ha ricevuto altre offerte oltre a quella di Inter e Milan, che hanno quindi avuto via libera per procedere. Durante l’inchiesta, avviata nel marzo 2025, è emerso che l’avviso pubblico aperto dal Comune, seguendo la normativa nazionale sulla gestione degli stadi, è durato circa un mese. Trotta e altri operatori dello spettacolo dal vivo hanno affermato di non aver avuto il tempo necessario per elaborare un progetto alternativo alla proposta dei due club.
La firma del rogito è avvenuta pochi giorni prima della scadenza del 10 novembre, data in cui sarebbe entrato in vigore un vincolo architettonico sul secondo anello del Meazza, che avrebbe impedito l’abbattimento dello stadio. Nonostante questo passo avanti, l’indagine della Procura potrebbe rallentare i piani futuri per il nuovo stadio. “Le cose belle richiedono sempre tempo”, ha commentato il presidente del Milan, Paolo Scaroni, lasciando lo studio notarile.
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gionnixxx e Ryan Klaus tramite Canva.com


