Cronaca

Clamoroso Le Iene: “Su Garlasco per settimane scritte cose false”

La versione del supertestimone, le dichiarazioni della madre di Sempio ma anche i vocali di Paola Cappa: le novità sull'omicidio di Chiara Poggi

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Quella di ieri è stata la giornata del delitto di Garlasco, ma non solo per gli attesi interrogatori di Alberto Stasi e di Andrea Sempio (quest’ultimo non si è presentato per un cavillo legale). Ieri sera è stato trasmesso da “Le Iene” l’attesissimo servizio con protagonista quello che è stato ribattezzato il supertestimone della  vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nel comune in provincia di Pavia. A presentarlo è stata la trasmissione Le Iene in un servizio andato in onda il 20 maggio su Italia1. L’importanza del documento è lapalissiana: l’uomo, identificato con lo pseudonimo “Carlo”, sostiene di avere informazioni rilevanti mai prese in considerazione dagli inquirenti da diciotto anni a questa parte.

“Le Iene” hanno precisato di aver registrato il servizio prima che i militari dragassero il torrente di Tromello, un’azione legata indissolubilmente a questa testimonianza. Ma non è tutto. Secondo quanto raccontato dall’inviato del programma, il servizio non è mai stato mandato in onda fino a ieri su indicazione della Procura che “ci aveva chiesto il silenzio più totale”: se la versione di Carlo fosse confermata, infatti, potrebbe cambiare tutto. Eppure alcune indiscrezioni sulle affermazioni dell’intervistato sono trapelate sui quotidiani. E questo sembra aver indispettito non poco la trasmissione di Italia1 (“il nostro lavoro è stato reso pubblico da altri”) oltre ad aver facilitato la diffusione di parecchie informazioni inesatte. “Buona parte delle cose che avete letto sui giornali – dice Alessandro De Giuseppe nel servizio delle Iene – sono sbagliate, riportate per sentito dire o proprio inventate di sana pianta”. Sul supertestimone, spiega l’inviato, “tutti hanno parlato a vanvera inventando notizie e senza sapere la realtà”.

Incontrato due mesi fa dall’inviato de “Le iene”, il supertestimone ha affermato di essere stato contattato dall’avvocato dei Poggi – Gian Luigi Tizzoni. “Dammi una mano”, gli avrebbe detto. Poi ha riferito un episodio che risalirebbe al giorno dell’omicidio. Secondo il suo racconto, una donna, oggi deceduta, gli avrebbe riferito di aver visto una delle sorelle Cappa – cugine di Chiara Poggi – in uno stato di forte agitazione. La ragazza, avrebbe detto la testimone, aveva con sé una borsa pesante e sembrava in difficoltà mentre cercava di aprire una porta della casa della nonna materna. Non è chiaro se l’oggetto sia stato lasciato da qualche parte o abbandonato. “La signora ha specificato che queste ragazze qua non sono mai andate in quella casa, questo l’ha tenuto a dirmelo. Erano le 13 di quel giorno (13 agosto 2007, ndr), quella che poteva muoversi è andata in casa e poi è uscita senza borsa” le parole del testimone che si riferirebbe a Stefania, in quanto Paola, in quel periodo, camminava con le stampelle.

Le persone che avrebbero assistito a quella scena secondo il supertestimone non sarebbero più in vita, poiché già anziane all’epoca. Oltre ad aver rivelato di aver annotato tutto su dei taccuini per non dimenticare quella versione, Carlo ha affermato di aver raccontato queste circostanze, poco dopo il fatto, a Gian Luigi Tizzoni, avvocato della famiglia Poggi, il quale però – sempre secondo la sua versione – non avrebbe dato seguito alla testimonianza in quanto l’indagine su Stasi, fidanzato della vittima e poi condannato in via definitiva, era già avviata. Il testimone sostiene di aver ricevuto in quel periodo anche il consiglio, da parte di una persona influente – “qualcuno in alto” – di mantenere il silenzio.

Ma non è tutto. “Le Iene” hanno diffuso alcune telefonate tra l’inviato e la madre di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara e indagato. In una di queste conversazioni – avvenute prima che l’indagine sul figlio fosse resa pubblica – la donna riporta di aver sentito parlare di un presunto litigio tra Chiara Cappa e una cugina, avvenuto il giorno prima del delitto. “Alla casa di riposo lavora una ragazza che vive a Via Pascoli, raccontava che alla domenica (il giorno prima del delitto, ndr) Chiara e la cugina (Stefania, ndr) litigavano. Posso giurare di averglielo sentito dire” (va detto, però, che la ragazza in questione nega questa circostanza). E ancora, avrebbe poi sostenuto che “ci sono tante, tante, tante cose che non tornano. La gente di Garlasco le ha notate tutte”, per poi puntare il dito contro  l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, reo a suo avviso di aver passato dei documenti della Procura al difensore di Sempio.

Terzo elemento dell’inchiesta de “Le Iene” è la serie di messaggi vocali attribuiti a Paola Cappa, sorella gemella di Stefania e cugina della vittima. Anche qui la confusione in queste settimane è stata massima. Torniamo, ad esempio, a quel messaggio “mi sa che abbiamo incastrato Stasi” che ha accesso l’attenzione non solo sulle sorelle Cappa ma che fino a ieri sembrava la prova regina dell’innocenza dell’unico condannato per il delitto. “Stefania – spiegano Le Iene – non ha mai detto ‘abbiamo incastrato Stasi’ come invece hanno titolato i giornali”. Questa frase non compare mai. “Paola parla del fatto di incastrare Alberto – spiega l’inviato – ma non dice l’abbiamo incastrato” ma che carabinieri e detective avevano “detto a Stefania di incastrare” Stasi durante un incontro in caserma. Insomma: sarebbero state usate per provare a far contraddire il principale indagato del delitto. Possibile esista un altro sms? Le Iene non lo escludono. Ma ribadiscono di aver ascoltato tutti i vocali che l’ex amico di una delle gemelle ha fatto avere loro.

Tra gli audio emerge un messaggio in cui Paola dichiara di non aver mai parlato pubblicamente della vicenda, ma afferma che, un giorno, potrebbe decidere di farlo in cambio di un importante compenso economico. Per la precisione: “Guarda io non ho mai aperto bocca, però arriverà il giorno che la apro. Voglio essere pagata fior di milioni… Tutto quello che ha guadagnato la Ferragni in tutti questi anni lo guadagnerò in una sola volta, però dirò tutto, tutto, tutto, tutto”.

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Un altro vocale ricostruisce i movimenti della sorella Stefania il giorno dell’omicidio, affermando che quest’ultima era in piscina con il fidanzato e che, al momento della chiamata della madre, sarebbe rientrata a casa senza segni visibili di essere stata in acqua. “Le Iene” precisano che alcuni messaggi attribuiti in passato a Paola Cappa – tra cui uno in cui si sarebbe scritto “Mi sa che abbiamo incastrato Stasi” – non risultano presenti nei materiali in possesso della redazione. L’ex amico di Paola, Francesco Chiesa Soprani, ha infatti consegnato centinaia di messaggi e vocali che, secondo la trasmissione, non conterrebbero quella frase. Uno dei passaggi più interessanti riguarda la sorella: parlando di lei, la Cappa afferma che in questi giorni “non ragiona, è andata fuori di testa. È impazzita”.

Franco Lodige, 21 maggio 2025

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