Politica

Clamoroso sulla Flotilla, Tommasi rivela: “Faccio la pipì seduto”

Il giornalista di Fanpage a bordo della Global Sumund. Il racconto è da Odissea, anche se fatto dalla Sicilia. Poi la gaffe sul punto ristoro

saverio tommasi
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Ci sono imprese umanitarie destinate a restare nella storia come esempi di tenacia, di pace e di fratellanza; altre che rischiano di restare incompiute e di essere ridicolizzate nei commenti dei social. La Sumud Flotilla, seppur a detta di molti partita con le migliori intenzioni, sta sempre più naufragando verso la seconda categoria. Per affermarlo, è sufficiente guardare i contenuti pubblicati da alcuni dei frontman della spedizione. Uno su tutti in questi giorni si è distinto per i suoi aggiornamenti mediatici costanti: il celebre giornalista di Fanpage, Saverio Tommasi.

In una settimana di navigazione, fra stories emozionali e screen dei saluti alla famiglia tramite whatsapp, il nostro novello Odisseo ha coperto la distanza fra Licata e Porto Palo di Capo Passero, una tratta che qualsiasi peschereccio potrebbe percorrere in giornata. Eppure Tommasi racconta le sue gesta eroiche come se stesse solcando un viaggio ai confini della realtà, infarcendo il diario delle stories Instagram con scoperte di prim’ordine per la comunità scientifica: tipo che in barca, essendo il wc più piccolo rispetto a quello cui siamo abituati a casa, si fa pipì da seduti. Magellano chi?

Ma la vera sorpresa non è questa. Forte del clamore mediatico suscitato dall’impresa, sicuramente senza finalità personalistiche (bisogna sempre avere fiducia negli uomini, anche se lui dice che dovremmo tutti farci schifo) Tommasi ha annunciato una non meglio specificata apertura di un’attività di ristoro per la sua Onlus Sheep Italia: una panineria, forse un ristorante, insomma un’attività annunciata ora forse con l’auspicio di ottenere una buona eco mediatica cavalcando l’onda di visibilità del momento dato dalla Flottiglia.

Un progetto che però nulla ha a che fare con la missione e che anzi ne mina la credibilità, trasformando la (presunta) bandiera della resistenza umanitaria in un’insegna pubblicitaria, per quanto rivolta ad una Onlus. Molti dei follower del giornalista e della Flotilla, infatti, non l’hanno presa bene. In tanti lo hanno accusato di sfruttare una causa politica, una crisi umanitaria, altri hanno parlato di iniziativa subdola e in palese contraddizione con lo scopo dichiarato della traversata. La reazione è stata tanto dura che Tommasi ha preferito cancellare il post di presentazione del progetto, nel tentativo di contenere i danni e salvare il poco romanticismo rimasto attorno alla sua avventura.

Che poi davvero ci voleva un genio per pensare ai nefasti effetti che un annuncio del genere potesse avere, vista la situazione a Gaza? Da mesi sostieni che i bambini muoiono di fame e poi sponsorizzi la futura apertura di un chiosco ristoro che magari farà le salamelle ecosostenibili e vegane? Bah…

E così ecco che il buon Saverio finisce intrappolato nella sua stessa narrazione sempre critica e intransigente. Da un lato il paladino che si lancia in mare aperto per portare un messaggio di pace e resistenza; dall’altro un Mastrota improvvisato che tenta di capitalizzare l’eco mediatica per un punto ristoro. Una debacle così evidente che supera persino quella volta in cui scrisse un articolo accusando l’estrema destra di aver rovinato una targa in memoria di due migranti, articolo prontamente cancellato quando scoprì che l’autore del gesto era stato un altro migrante.

Tommasi finisce così per essere la preferita vittima di se stesso: ogni suo gesto finisce per sua volontà amplificato, teatralizzato. E quindi quando la figuraccia arriva, arriva oltre ogni misura. E mentre lui si immagina capitano coraggioso di una flotta che da due settimane bazzica le coste meridionali della Sicilia, il pubblico lo percepisce sempre più come un personaggio che si prende terribilmente sul serio mentre scivola nell’autocaricatura. Un Don Chisciotte contro il machismo e il patriarcato che ora va a combattere per difendere un popolo che si è fatto e si fa rappresentare dall’Islam radicale. Un giornalista d’assalto fra le granite dei porti siciliani, nell’attesa dell’apertura del suo punto ristoro.

Alessandro Bonelli, 18 settembre 2025

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