È rischioso fare gli auguri a Trump che oggi compie 80 anni, potrebbe risponderti: you’re fired, sei licenziato. L’uomo, anzi l’omone, si sa, è così, umorale, imprevedibile e i detrattori dicono: è un pazzo furioso. Ma, siccome sono gli stessi che garantivano sull’estrema lucidità di Biden, se ne deduce che Donald sarà anche pazzo, ma loro sono deficienti. Esagerato senz’altro, in tutto: 80 anni, quasi due metri per lungo, 106 chili per largo e una festa da 60 milioni di dollari che qualcuno giudicherebbe lievemente eccessiva. Ma può uno di taglia XXXXXXL perdersi in simili spiccioli? Tanto mica li paga lui, tra l’altro.
Un debordante, nervoso, ultravitalistico supereroe di classica stirpe americana novecentesca, e gli eroi in America sono sempre eccessivi, ingombranti, anche quelli negativi. Trump 80: sono sicuro che, fosse ancora vivo Stan Lee, ci avrebbe fatto un fumetto speciale con tutti gli altri intorno, da Spiderman a Capitan America ai Fantastici 4 a Hulk. Perché, piaccia o non piaccia, Donald è l’America, anche quando l’America lo odia non può prescinderne e lo sa.
Dicono: è fuori di testa, fa una guerra dietro l’altra e le lascia a metà, un irresponsabile, un distruttore. Lui “decide” che le guerre in Iran e in Venezuela (anche se lì fu solo un blitz) “sono un successo”, che le ha stravinte: magari ha ragione, ma sarebbero gradite conferme. Però, intanto, il triplete Gaza-Caracas-Teheran ha messo a culo per terra non tanto Putin, che è un proxy, quanto Xi, il quale adesso avverte: Taiwan è solo questione di tempo, però non specifica quanto e quando, pare che a Pechino siano rimasti leggermente preoccupati dall’efficienza bellica statunitense e si siano fatti due conti: la forza navale in particolare è fuori competizione, l’America ha 50 basi, la Cina 2, dai Caraibi al Medio Oriente non c’è partita e Xi non ha mosso paglia per difendere i suoi protetti che cascavano come birilli.
Lucido? Sconsiderato? Entrambi? Donald ha “deciso” pure che le faccende interne, economiche non sono mai andate così bene ma qui è più difficile imporre una narrazione. Lui comunque lo fa, indifferente a tutto, è uno dei nuovi faraoni, superpotenti da Ventunesimo secolo che racchiudono in sé tutti i poteri: finanziario, politico, tecnologico, mediatico (in parte).
Era molto amico di Berlusconi, il Silvio, il Donald sono nomi che diventano imperi e modi di dire, quelli con l’ego troppo grande per un solo continente si pigliano, si piacciono e magari fanno business. A proposito, attendiamo ancora di conoscere gli attuali rapporti con Elon (porca puttèna, se ci fosse scappato un 12 buono avrei subito investito in azioni di Space-X e non ci restavo qui a fare zizizì con le aragoste).
Il megafestone alla Claw è una pacchianata a stellestrisce, “Vi prometto il più grande spettacolo del mondo”, e come ti sbagli? Una roba da 4000 selezionati, la élite della élite faraonica, più 125mila a seguire dai maxischermi, Ma Trump il megalomane ha capito che piace, che dà la proporzione non solo del potere ma della popolarità: lui vuole regalarsi per gli 80 l’accordo di pace con gli ayatollah, e ditemi voi se uno può essere più fanatico di così, e magari perfino riuscirci.
Poi lo si può esecrare, detestare fin che si vuole, ma è certo che con uno così non ci si annoia. Magari ci si preoccupa, ma annoiarsi mai. Ed è pur sempre quello che, nel 1989, offrì ai Rolling Stones la sua Arena di Las Vegas per un concerto, ma poi pretendeva di comandare lui – “Questa è casa mia” – e una roba così ai Rolling Stones non gliela puoi fare e Keith Richards in persona si era messo in testa di accoltellarlo, e per poco non ci riusciva. Le rockstar, se le metti insieme, fanno scintille. Sempre.
Lo vogliono spacciare per spacciato, “è gonfio, ha i lividi”, ma i newyorkesi, così snob, han dato le chiavi della città a uno dei Fratelli Musulmani, per di più gender, che ha subito cominciato a demolirla, e ditemi se si può essere più coglioni di così, e già le star di Hollywood fanno le valigie e si affidano al Pazzo, ci pensi lui a limitare i danni. Comodo, così. Le alternative quali sarebbero? Quel reperto comunista ottocentesco di Bernie, che pare uscito da un film di Ken Loach? Quella suffragetta insopportabile di Alexandra, che pare uscita da un video di Taylor Swift? O le solite cricche malavitose degli Obama, i Clinton?
Trump è uno zotico, un incolto, va bene, ma ha capito una cosa fondamentale: i comunisti non vanno presi sul serio e tanto meno rispettati. Vanno solo compatiti, disprezzati e adeguatamente insultati, perché la loro morale è ignobile, la loro cultura patetica, la loro coerenza ridicola e la loro prospettiva agghiacciante: un mondo in mano a tagliagole islamisti con le unghie pitturate mentre loro taglieggiano la middle class fino a sgusciarla.
Non arriveremo a dire Donald salvaci tu, siamo europei scettici e nichilisti, ma insomma a metterli tutti in fila questi delle sinistre massimaliste, dalle Lelle ai Sanchez con la sua cricca di mafiosi ispanici, ai Macron, agli Starmer che solo Dio sa come possa stare ancora a Downing Street anziché a Newgate, non se ne cava altro che disgrazia e rovina.
Va beh, allora tanti auguri Trump e non incazzarti se puoi, ti stiamo solo facendo festa, non la festa. Tu sarai pure pazzo, ma più pazzi di tutti sono quelli che pretendono di sapere cos’hai in testa, qualcosa che neppure tu probabilmente conosci. E se invece sei convinto del contrario, di essere l’unico a sapere cosa ha in mente Trump, allora questa è la cosa che fa più paura.
Max Del Papa, 15 giugno 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


