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Migranti e Ong

“Compro una nave per l’Ong”. Ghali da rapper a tassista del mare

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La sinistra riparti (detta alla duca conte Barambani) da Ghali. Chi? Ghali. Chi? Ah ma dici quello che allo stadio insultava Salvini, “che cazzo esulti ha segnato un negro, stronzo?”. Sì, sì, quello là. Che non si fa per lanciare un singolo. Ebbene, Ghali, il rapper, si è reso protagonista di un gesto veramente umanitario: ha donato una imbarcazione di supporto alla ong Nave Jonio, quella che trasborda migranti, chiamandola, casualmente, “Bayna” come una traccia del suo ultimo disco da poco uscito. Umanitario pro domo sua. A ‘sta stregua, era più coerente l’inventore del rock and roll, Chuck Berry: “Conosco un solo ente di solidarietà, e si chiama Chuck Berry: e adesso andate a fare in culo voi e i vostri Monterey, Woodstock e tutto il resto”. Ed era nero, come il carbon, quindi non suscettibile di velate accuse.

Galeotto fu il canotto, e Ghali modestamente si evolve: da rapper a tassista dei 7 mari. Pirata del Mediterraneo, un pirata buono, si capisce. Buono a far soldi, specializzato in singoli pubblicitari, come quell’altra solfa che poi, sempre per motivi umanitari, ha venduto a una delle odiate multinazionali della comunicazione. Ghali non è che in dieci anni abbia combinato granché, tre dischettini e tanta egopubblicità, però sulle questioni umanitarie non gli si può dir niente; lui fa. E anche come artista, sciorina certe liriche a cavallo tra Dylan e Shakespeare: “Salvini dice che chi è arrivato col gommon’ / Non può stare .it, ma stare .com. / Alla partita del Milan ero in tribuna con gente / C’era un politico fascista che annusava l’ambiente”.

Col gommon: qui si sente chiaro l’influsso di Fred Buscaglione. Ghali non è un coglion, è uno che, se va al derby e segna uno di colore, parte come un Misirizzi e urla a Salvini, sempre lui: “Assassino fascista!”. Il nesso è un po’ complicato, ma lui sa. Difatti se ne parla e anche noi, biscoglioni, ne parliamo. Troppi Ghali nel pollaio!

Uno, come gesto umanitario e solidale, potrebbe anche pensare: ah, che bravo, chissà quanti ne ha accolti in casa, del resto ce l’ha fatta, magari se li porta pure allo stadio, in tribuna Vip, perché no a far shopping in Montenapo, sempre dalla parte del popolo migrante. Invece niente, ha dato una scialuppa, un barchino, col nome di una sua composizione rappettara. Vabbeh. Peraltro, tutti quegli insulti a Salvini furono sprecati perché, come poi si seppe, il gol non l’aveva fatto Tomori ma risultò un’autorete di De Vrij. Ma che fa? L’importante era far parlare, missione compiuta. Adesso, però, il Commodoro Ghali deve andare avanti, non è che se la può cavare con un barchino: attendiamo il varo di uno yacht, una barchetta, “mi costa un miliardo, ma io sono molto affezionato a voi poveracci, voi inferiori”, come diceva per l’appunto il megadirettore Barambani: si potrebbe adibire a resort del mare, ovviamente solo per migranti, o magari una portaerei, insomma, caro Ammiraglio Ghali, facci quello che vuole, ma facci, facci, perdìo! Poi, mi credi, è tutta promozione, il ritorno è clamoroso! Che la rimandiamo a Sanremo, se stavolta non casca dalle scale è anche meglio.

Poi, capischi, caro Comandante Ghali, l’agenda è lunga: ius scholae, Draghi ce lo chiede il popolo, ci vuole più Europa, più genderfluid, fuori i fascisti dal governo democratico bancario, eccetera. Sai quante filastrocche ci stanno da comporre, per poi trasformarle in réclame, che è il vero scopo per cui vengono assemblate col computer. Bravo, davvero bravo, non vediamo l’ora di vederlo in feluca, naturalmente insieme alla capitana Karola. La beneficenza dell’armatore Ghali ricorda un po’ quella di Bill Gates: appena “dona” qualcosa, lo sa subito tutto il mondo (“è un apostolo, un santo, è un bel rapper!”). Il passo successivo è chiedere al popolo bue di prestarsi, perché va bene il soccorso delle “persone umane”, va bene la solidarietà attiva, va bene restiamo umani, va bene Salvini merda, però insomma sti cazzo di barchini per la flotta di Mediterranea dovete anche smazzarveli voi, cari inferiori: e così ha lanciato una raccolta fondi altrui, per creare l’invincibile armata della pace, dell’accoglienza e dell’arcobaleno.

Ottimo e abbondante. Paraguru solo un po’. Forza compagni marinaretti, qui si batte cassa: che fate? Sganciate o siete come Salvini? Poi, se fate i bravi, se finanziate il giusto, vi viene a casa il rapper e vi fa la spaghettata al tonno: i tonni siete voi. Non si sa se la sinistra ripartirà da Ghali, di sicuro Ghali riparte dal Pd.

Max Del Papa, 20 luglio 2022