Sulla drammatica vicenda di Crans Montana, ascoltando all’indomani dei fatti molti commentatori televisivi con la bava alla bocca, in merito al lavoro degli inquirenti svizzeri, mi è tornata alla mente un una celebre pubblicità di una banca, la quale sosteneva che i suoi clienti la considerassero “differente”. Pertanto, i citati commentatori con la bava alla bocca, per sintetizzare, hanno urlato in coro la loro indignazione, facendo passare il messaggio che la nostra giustizia sarebbe differente, la quale si sarebbe mai comportata come quella del Canton Vallese, a cui costoro attribuivano tutto il male possibile.
Ebbene, vorrei segnalare a questi paladini di un garantismo un po’ strabico, che ancora oggi protestano per la scarcerazione dei due proprietari de Le Costellation, avendoli già condannati a mezzo stampa alla pena massima passata in giudicato, nel nostro magnifico sistema giudiziario è ancora in corso un lungo iter giudiziario per una analoga vicenda accaduta quasi otto anni fa a Corinaldo, piccolo Paese in provincia di Ancona, in cui trovarono la morte 5 ragazzi e una madre di 4 figli.
Si trattò di una tragedia provocata all’interno di una “discoteca” dalla cosiddetta banda dello spray, che vide la condanna di 7 giovani a pene molto severe per aver spruzzato sulla folla una sostanza urticante, generando tra la folla un panico devastante. Ora, il problema è che, e qui veniamo alla nostra sbandierata efficienza e precisione giudiziaria, per quanto riguarda le responsabilità dei gestori e dei funzionari pubblici che dovevano certificare la regolarità della struttura siamo ancora in alto mare, dal momento che la prossima udienza del processo d’Appello si svolgerà il 7 febbraio.
A tale proposito, sempre a beneficio dei succitati commentatori televisivi con la bava alla bocca, che i Corte d’Assise i nove imputati vennero assolti per le accuse più gravi, omicidio colposo plurimo e disastro colposo, ricevendo una lieve condanna solo per il reato di falso. Inoltre, essi non finora non hanno passato un solo giorno in carcere, malgrado alcune circostanze molto simili a quelle che sarebbero state riscontrate a Crans Montana.
In pratica il locale di Corinaldo, la Lanterna Azzurra, non aveva la destinazione d’uso di discoteca/sala da ballo, la sua capienza massima era di 469 persone – quando sembra che ne fossero presenti oltre 1.400 – e che le sue uscite di sicurezza fossero bloccate o non regolamentari. D’altro canto, è sufficiente osservare l’ingresso di quel locale, che a tutta prima sembra un rimessaggio agricolo, per comprendere appieno quanto sia “differente la nostra giustizia”.
Claudio Romiti, 8 febbraio 2026
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