Ranucci si dice stordito. Considera Lavitola un amico. È convinto che non possa aver messo quella bomba. E noi, per il momento, ci crediamo: nel senso che, a differenza di Sigfrido, consideriamo tutti gli indagati innocenti fino a prova contraria. Anche il faccendiere Lavitola. Però, dico però, qui il punto ormai non è tanto la bomba. Quell’ordigno ne ha fatta scoppiare un’altra, di deflagrazione. Ha rotto il giochino. Qui ormai il punto è la frequentazione tra il conduttore di Report, paladino dei giusti, cavaliere senza macchia, e un condannato dal passato decisamente torbido. Insomma. Non si fa, se per anni hai distribuito patenti di presentabilità sulla base di amicizie e frequentazioni.
E sbaglia Ranucci a considerare ipocrita lo stupore di noi giornalisti di fronte alla sua conclamata fratellanza con Lavitola. Per un motivo molto, molto semplice. Anzi: per due motivi. Primo: una cosa è frequentare una fonte, un’altra è diventarci amico. Andare a cena al ristorante di Lavitola per cercare di carpire qualche informazione è una cosa, dividere con lui pranzi a casa con la famiglia tutta un’altra storia. Un minimo di distacco ci vuole sempre, anche con le fonti. Soprattutto con certe fonti.
Secondo: Ranucci ci ha fracassato i cosiddetti per anni sull’importanza di essere sempre specchiati. Faccio un esempio. La banale presenza del direttore di Esperia di fronte alla sede dei gruppi parlamentari di FdI divenne, secondo Sigfrido, la prova del suo torbido legame con il governo. E allora quale conclusione dovremmo trarre noi di fronte al fatto che lui va a cena regolarmente con un faccendiere condannato e forse pure bombarolo?
Credo che a questo punto Ranucci debba lasciare Report. Anche per salvare Report. Lo hanno capito anche i suoi giornalisti più esperti, a leggere stamattina le cronache del Corriere. “Con quale faccia – ragiona uno di loro – potrò andare da un politico a chiedergli conto dei suoi legami pericolosi con personaggi controversi?”.
L’altra opzione, se proprio non vuole lasciare, è questa: cambiare radicalmente Report. Dismettere il “metodo Report” che, come tanti hanno detto, se venisse applicato a questa storia permetterebbe di tenere in piedi la trasmissione per i prossimi dodici anni.
Giuseppe De Lorenzo, 12 Luglio 2026
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