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Con la legge sull’omofobia tornano le finte emergenze

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La crisi imperversa, le famiglie sono a corto di denaro, l’autunno si preannuncia non caldo ma infuocato, le prime vittime saranno come sempre i più poveri e deboli…. E la sinistra di potere che fa? Concentra le sue attenzioni ed energie su alcune proposte di legge (sei per la precisione ma la più importante porta la firma del sottosegretario piddino Scalfarotto) per l’introduzione di nuovi “reati di omotransfobia” (sic!). Leggi che, ora in Commissione Giustizia alla Camera ma presto in Aula, come ha osservato una nota della Conferenza episcopale Italiana diramata ieri, non risolveranno nessun problema concreto, non colmeranno nessun vuoto normativo e comprimeranno ancor più gli spazi di libertà d’opinione e pensiero nel nostro Paese. Ora dobbiamo solo sperare che i vescovi non siano sconfessati anche questa volta da un Papa come l’attuale troppo zelante a compiacere le idee del tempo, a costo anche di trattare con leggerezza dogmi, dottrina e tradizione (millenaria).

Ma se si tratta di norme inutili e concernenti una discriminazione che in Italia è numericamente irrilevante, e comunque già duramente punita con le leggi attuali, perché a esse viene in questi giorni una priorità dal Parlamento?

Il ragionamento che fa la sinistra, cioè una maggioranza politica che è minoranza nel Paese, è molto semplice: mai più gli si presenterà un’occasione politica come questa favorevole a far passare i provvedimenti più ideologici, e appunto illiberali, del proprio repertorio (un po’ sulla falsariga dell’inutile provvedimento di regolarizzazione dei clandestini fatto passare come risolutivo per il problema della raccolta in agricoltura ma rivelatosi ininfluente e quindi inutile alla prova dei fatti). Provvedimenti inutili? Alla sinistra non interessa: servono per marcare un terreno, per dare una testimonianza a futura memoria del proprio universo mentale, per definizione e a priori il migliore e il più “eticamente avanzato” (di nuovo sic!). Provvedimenti inopportuni, in tempi di crisi economica? Nessuna meraviglia: la sinistra non parla più al popolo da tempo ma solo a sé stessa, in un delirio autoreferenziale da privilegiati chiusi nel proprio piccolo mondo e lontani dai problemi reali del Paese. Un mix di protervia, arroganza e mancanza di buon senso.

Fa infine una certa impressione sentir parlare solo i vescovi, nel silenzio più assoluto di sedicenti laici e liberali, di “seria preoccupazione” per le “derive liberticide” che contengono le suddette proposte di legge.