Con le scuse di McKennie e Marattin, la dittatura sanitaria vince

mckennie festa(1)
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Non resta che una cosa: prendere atto che siamo al regime o, più esattamente, alla dittatura. Lo scatto dall’uno all’altra sta nell’involuzione tra pressione e complicità, l’obbligo che diventa introiettato, entra nel modo di pensare e qui si discioglie, diviene unico modo di pensare, non dovere, non obbligo, diventa virtù civica. Che altro si dovrebbe pensare del bravo vicino del calciatore juventino McKennie, il quale, fuori col cane, accortosi di un anomalo viavai di macchine di lusso e “giovani ragazze”, provvedeva ad allertare le forze dell’ordine? E quelle arrivano, vogliono entrare, McKennie rifiuta, alla fine si arrende e i militari trovano altri calciatori e “giovani ragazze”, multano tutti e hanno cura che si sappia in giro. La delazione virtuosa origina sputtanamento virtuoso, come nelle dittature. Il vicino non ha agito per senso civico, non per proteggere nessuno, tra l’altro, a quanto è trapelato, i commensali erano tutti immunizzati avendo contratto per tempo il Covid. No, il vicino si è mosso sull’onda della meschinità, dell’odio di classe e lo dice: “Non credo che un calciatore famoso abbia il diritto di stare sopra le regole”. La logica del non è giusto, dell’allora io? Perché il vicino col cane naturalmente si fa intervistare, la sua normalità sbava per rivoltarsi, lui sarà anche famoso ma adesso tocca a me. Come nelle dittature, la spia viene premiata prima di venire eliminata.

Con McKennie le “giovani ragazze”, per dire donnine, puttane da festa, perché questa è la morale moralistica dei volonterosi carnefici progressisti e femministi della dittatura, i colleghi Dybala, Arthur e chissà chi altri: e questi calciatori, gente strafottente, viziata, in questo caso si prostrano, si umiliano: non dovevamo, non volevamo, siamo colpevoli, Dybala ha scritto o mandato a scrivere via Instagram il seguente autodafè: “So che in un momento così difficile nel mondo per il Covid sarebbe stato meglio non sbagliare, ma ho sbagliato a rimanere a cena fuori. Non era una festa, ma ho sbagliato lo stesso e mi scuso”. Patetico, ma inutile: la Juventus ha già annunciato punizioni esemplari, forse crocifissioni in sala mensa, e la Stampa, che tradizionalmente ne è interprete ufficiale, così stigmatizza il comportamento degli infami: “Avere poco più di vent’anni non ti giustifica. Soprattutto quando sei un personaggio pubblico, che guadagna quello che guadagna, e che è un idolo per milioni di ragazzi. Quello che è accaduto ieri notte in collina a Torino, dunque, ha dell’incredibile”.

Perché, cosa sarebbe accaduto? Una strage? Uno stupro di gruppo? Ma no, una cena tra calciatori ricchi e famosi e “giovani ragazze”. Neppure per un branco di macellai umani si userebbero toni così definitivi, ma sa tanto di velina, di comunicato ufficioso della società. E i calciatori ricchi e famosi capiscono e si umiliano. Come nelle dittature.

Poi c’è il caso del Marattin, un politico, gente che di solito si sente al di sopra delle umane genti, un parlamentare di Italia Viva, micropartito il cui leader usa andare e venire dagli Emirati, fosse anche solo per gustarsi in pace un Gran Premio. Ma Marattin è solo uno che vale uno e così dà una cena in terrazza, erano sei amici al bar Marattin, e si vede irrompere i carabinieri. E lui cosa fa? Invece di protestare, di far valere il suo status di parlamentare, di far notare che una violazione di domicilio è illegale, a maggior ragione per un parlamentare, e che la cosa puzza molto di dittatura, si prostra, chiede scusa con toni altrettanto patetici dei calciatori: “Lo so ho sbagliato ma anche io sono umano”. Non siamo al regime che decade in dittatura?

Le riserve morali e mentali di chi non si adegua sono al lumicino; le pressioni arrivano da ogni parte il cosiddetto popolo, o gregge, non vuole rotture di coglioni, si adegua e magari volentieri: spiano, denunciano, praticano la delazione. Nel mondo del ministro comunista Speranza il cane da portare a spasso viene prima degli umani che possono, debbono venire sanzionati, se possibile arrestati. A chi scrive è capitato di bisticciare coi gendarmi per questioni di mascherine storte e si è sentito così apostrofare: “vergogna! Hai voluto fare il privilegiato, il giornalista famoso!”. Ma no, tutt’altro, neanche me la tiro da caregiver (anche se lo sono davvero), casomai volevo pateticamente denunciare un sopruso a beneficio di tutti. Ma la morale dei volonterosi carnefici dopo 14 mesi di prigionia è plasmata. Noi contro di noi, sospetti e telefonate anonime: è la “nuova egemonia culturale” vagheggiata da Speranza nel suo libro fantasma. Intanto si viene a sapere che lo stato di emergenza sta per essere prorogato al 31 luglio (e poi, e poi, e poi…). Chi lo sosteneva è stato insultato, odiato, segnalato. Cancellato: ancora ieri, chi scrive ha partecipato a un dibattito on line sulle censure di regime, sui dati falsati, sulla strategia della tensione sanitaria. Facebook l’ha fatto sparire, e non serve neppure ricorrere a Youtube perché sappiamo benissimo come si muove.

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frank
frank
5 Aprile 2021 11:47

Ho due cose semplici da dirvi: A) Se il Dr. Porro pensa che l’Italia sia, o sia stata qualche volta in lock down, sbaglia di grosso. A qualsiasi osservatore perspicace apparirebbe invece chiaro il contrario, e cioè che l’Italia non ha mai avuto lock down “veri”, neppure a marzo 2020. Figuriamoci nei mesi successivi, con tutti in giro “con qualunque colore” fino a ieri (io abito a Roma). Andate a rivedervi i filmati cinesi per capire cos’è un vero lock down “che risolve”!! . Perchè, ed è bene che ve ne facciate una ragione, è proprio questo compromesso del mezzo e mezzo da voi propugnato fin dall’estate scorsa (“convegno Sgarbi-Salvini al Senato, luglio 2020), e che entrambi i governi sono riusciti ad attuare perfettamente, a mantenere rigorosamente in vita questo virus, e a rovinarci assieme socialità ed economia. Complice di questo risultato, certamente anche il degradato livello di civiltà e intelligenza di moltissimi miei concittadini, incapaci di interagire con regole peraltro molto basilari di salvaguardia della salute comune. B) E siccome la salute comune comprende anche me, io denuncerò sempre e dovunque, come farei per la mia casa, la proprietà, l’auto, l’orologio, etc., tutti coloro che con comportamento delinquenziale me ne vorranno privare, favorendo senza alcuna consapevolezza civile la diffusione di un virus da 500 morti al giorno, verso il… Leggi il resto »

Ele
Ele
5 Aprile 2021 7:22

Finalmente qualcuno inizia ad accorgersene e lo scrive: abbiamo venduto la libertà per “la salute”… Peccato che abbiamo fatto i conti senza l’Oste: nessuno è eterno e il tempo che ci è dato lo stiamo passando reclusi, senza vivere. Non credo ne valga la pena. Passati 14 mesi e ancora chiusi e senza che nessuno abbia: aumentato i posti in terapie intensive, fatto un protocollo sulle cure domiciliari sensato (solo il Piemonte e infatti i dati dei ricoveri migliorano e dei morti migliorano), trovato un modo per non far morire in solitudine le persone in ospedale e in rsa, ma intanto i giornali titoloni su 4 ragazzi (ricchi, famosi ma ragazzi) che fanno i ragazzi… Forse i giornalisti dovrebbero tornare a fare i giornalisti denunciando e chiedendo conto di queste cose al posto di inneggiare al delatore…inizieremmo a vedere la fine della nuova dittatura.

marco
marco
4 Aprile 2021 16:28

Aggiungo: il vero senso civico è pretendere che il governo, qualsiasi governo, rispetti comunque la Costituzione a prescindere dalle circostanze; non è accettare supinamente qualsiasi norma vessatoria venga emessa. Chi sostiene le restrizioni e rinuncia alla libertà in nome della sicurezza fa un pessimo servizio non solo a se stesso ma a tutta la cittadinanza. E questo vale non solo per la presente epidemia ma per qualsiasi situazione in cui il governo possa essere tentato di restringere o sospendere le libertà costituzionali (cfr. restrizioni antiterrorismo).

marco
marco
4 Aprile 2021 16:22

Uno schifo. Ma forse ce lo meritiamo. Troppa gente antepone il tornaconto personale a valori non negoziabili come quello della libertà personale. Troppi individui si comportano da benpensanti in pubblico e poi aggirano tutto l’aggirabile in privato. Se fin dal principio ci fosse stata una campagna nazionale di contestazione massiccia e ben organizzata (che ricorresse, se del caso, anche alla disobbedienza civile pacifica alla Gandhi) che facesse capire al governo che le libertà costituzionali non sono a disposizione e si rispettano anche in emergenza, a questa situazione non saremmo arrivati. E invece niente, ognuno per sè (chi ha paura, che da questa situazione guadagna o per lo meno non perde, chi “le regole si rispettano comunque” salvo poi violarle quando nessuno guarda…) e nessuno per tutti. Purtroppo questa storiaccia sarà un pessimo precedente; i danni alla collettività causati dalla rinuncia di troppi cittadini ai diritti fondamentali saranno difficili da riparare.

Mario
Mario
3 Aprile 2021 22:26

E quindi che si fa per combattere la deriva dittatoriale?
Si sostengono comunque Salvini e Meloni perché uniche, bene o male, alternative in campo? Ma i loro sindaci e i loro governatori sono spesso i primi a schierarsi dalla parte dei gendarmi. Perdono voti? Non gli interessa.
Oddio, quando si voterà per le città forse si accorgeranno che sostenere la persecuzione degli italiani non gli conviene.
Qualcuno che gli può parlare gli spieghi che stiamo tutti, ma proprio tutti camminando su un campo minato, perché chi semina terrore raccoglie terrorismo.
Le stragi di Stato portano al terrorismo. Lo hanno dimenticato? Forse è bene che Porro glielo ricordi. Questo futuro fa paura

Massimo Cozzi
Massimo Cozzi
3 Aprile 2021 17:10

Io sono un cuoco. Il governo mi ha tolto il lavoro, la sussistenza, la libertà e la dignità. Sono alla canna del gas, cosa ho da perdere?
Peccato che nel Verbano passino pochi parlamentari ma appena ne incontrerò uno io gli spezzo le articolazioni a bastonate.
Ho solo da guadagnarci: la galera con 3 pasti assicurati, riscaldamento gratis, luce gratis, niente affitto.
Perché stare in galera in casa e doversi anche pagare le spese e fare il bucato?
Siete anche voi alla canna del gas? Non andate a rubare, rischiereste di danneggiare dei poveri cristi come voi, piuttosto gambizzate un politico!
Niente da dire sui calciatori: sono ragazzi e fanno ragazzate..

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