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Consiglio ai politici: più intelligenza umana, meno artificiale

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Mondo digitale realtà non virtuale e la nuova sfida della politica. C’è un dibattito che emerge, direi per fortuna, con tanti articoli ultimamente dal Foglio a Linkiesta, dai tradizionali quotidiani e in tutti i media che riguarda il controllo delle nuove tecnologie.

Siamo di fronte ad un poliedro con diverse facce, in questo caso quasi infinite e da scoprire, ma è importante capire il meta-discorso che sovrasta tutti i vari lati, cioè indicare il focus della discussione politica e culturale sulle nuove tecnologie e sul mondo digitale, che non è virtuale e che oramai ha inglobato tutti i nostri aspetti della vita comune.

Siamo passati dal mondo di Gutemberg della carta stampata al mondo digitale in brevissimo tempo e stiamo vivendo una mutazione antropologica forse senza esserne pienamente consapevoli. in 30 anni siamo passati dagli Immigrati digitali alla generazione Z passando dai Millennials, i cambiamenti avvengono con una velocità esponenziale.

La discussione deve essere incentrata su come coniugare:

1. il progresso tecnico-scientifico

2.  il nuovo mondo digitale

3. i nuovi device

4. le nuove applicazioni

5. il bombardamento sempre più rapido delle notizie

6. la connessione tra tutti noi

7. le nuove frontiere dell’Intelligenza artificiale… con… la difesa dei diritti individuali, con la difesa della dignità umana, con i diritti umani.

La politica deve assolutissimamente riflettere su questo, per esempio su come garantire che l’intelligenza artificiale non sia “posseduta” da pochi, ma che sia trasparente e democratica nelle scelte e nel controllo.

Il Garante della Privacy delle volte argina o decide su nuove materie come il diritto all’Oblio o la possibile non correttezza di alcune piattaforme politiche, ma questo non basta se tutto viene visto come un tecnicismo. Si deve tornare all’Umanesimo e mettere l’uomo al centro. Esulando dai giudizi positivi o negativi questa è la grande sfida e non si pensi che non sia scevra di tante conseguenze concrete!

Milko Pennisi, 2 gennaio 2019

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rocco
rocco
2 Gennaio 2020 20:10

Quella che vien chiamata “Intelligenza artificiale” è una burla, il risultato offerto dalle reti neurali è di carattere probabilistico: ossia possono sbagliare, quindi non saranno di ausilio alla risoluzione di nessun problema. Sono solo dei calcolatori a funzionamento statistico, rispetto alle reti tradizionali che sono aritmetiche ed offrono un risultato univoco. Dell’inutilità e della poca intelligenza degli algoritmi “sociali” ne abbiamo dimostrazione con il censore virtuale di Porro. Lo strapotere dell’informatica è solo ed esclusivamente acquisizione dei dati al fine di attuare strategie personalizzate per far rimanere l’utente quanto più tempo possibile nella rete per mostrargli quanta più pubblicità possibile e sopratutto personalizzata (ossia un profilo statistico dell’utente creato appunto con la computazione neurale. Dovremmo capire cosa intendiamo per intelligenza; intendendola come capacità di risolvere problemi, un calcolatore ci può dare una mano raccogliendo ed elaborando i dati, ma poi, siccome il “problema” è un nostro personale ed individuale rapporto tra ciò che desideriamo e quanto di quel desiderio si è avverato, adotteremo quella soluzione che più ci convince, che più ci piace (ma non è detto che risolva il problema,o che, anche risolvendolo, non ne crea un altro). Il potere del capitalismo della sorveglianza (l’algoritmo che raccoglie dati per offrirci pubblicità personalizzata) consiste nell’effetto lock-in (chiuso dentro), ossia diventare così grande che è impossibile lasciare quel servizio e chi… Leggi il resto »

Elisabetta
Elisabetta
2 Gennaio 2020 18:55

Queste analisi si devono fare prima,:” inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati!”

Lei chiede di fare politica per gli interessi collettivi degli esseri umani, ma questo si chiama intervento Statale nelle decisioni di bussines dei privati e delle imprese di Stato se mai fosse che ve ne siano ancora rimaste.

Un prodotto, un servizio, una qualsiasi scoperta tecnico scientifica dovrebbe prima di essere introddotta nel mercato passare al vaglio di opportunità per l’usufruitore e danni per lo stesso, ma lei meglio di me sà che l’approccio è esattamente il contrario, prima si immette un innovazione per utili per poi cfeare altri utili dai problemi che pone ai comportamenti e vita della collettività ( insieme di individui).

Le droghe ( il digtale ) è una risosrsa del mondo degli affari, genera tanti di quei problemi che si creano ritorni di utili per ogni paliativo trovato, poichè la soluzione ossia eliminazione della coltivazione se non rilegata a centri di studi (ricerca scientifica) eliminerebbe i molteplici bussines dei paliativi.

E’ da quando abbiamo bandito la capacità di giudzio che il mercato ha reso lecito e leggale ogni nefandezza coprendola con la parola progresso, del quale ,non ci si pone mai la domanda se sia progresso benefico o nocivo altrimenti diventa , giudicare! Che Horrore per i liberali!

Sal
Sal
2 Gennaio 2020 18:51

A me sembra una cosa scritta da uno studente che zoppica in italiano…..