Conte senza più Santi in Paradiso

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Mentre da noi si litiga sui posti a tavola per il cenone di Natale, nell’Aldilà i governanti che hanno fatto la storia d’Italia discutono su Sergio Mattarella e Mario Draghi.

“Non fatemi parlare. Mi sono guadagnato il Paradiso promettendo di non fare più il Picconatore”, esordisce Francesco Cossiga, alle prese con l’ultimo Pixel 4 in modalità foto notturna.

“Non ti riconosco più”, chiosa sornione Andreotti, con le mani incrociate su un’edizione rara del ‘De finibus bonorum et malorum’ di Cicerone.

Cossiga: “A te il Capo dello Stato proprio non va giù perché in passato ti ha fatto parecchi sgarbi”.

Senza neppure controllare i diari, il Divo annuisce, ricordando amaramente: “Eh già, la prima volta quando si dimise dal mio governo in odio di Craxi e Berlusconi per il decreto tv e poi quando andò a testimoniare, non certo da compagno di partito, al processo di Palermo. Io perdono, ma non dimentico… Ma tu al Colle, al posto suo, che avresti fatto con il virus?”

Cossiga: “In tempi di guerra si risponde con atti di guerra. Inutili quei suoi appelli alla collaborazione istituzionale che non fregano a nessuno, tranne ai tg e a quella cricca di quirinalisti di professione che ben conosco… Se non ti ascoltano, caro Sergio, devi urlare e farti sentire”.

“Io, caro Francesco, non ho mai urlato, ma non voglio intromettermi”, interviene Aldo Moro intento a discutere con l’arcivescovo siriano Hilarion Capucci del suo Lodo a favore dei palestinesi che risparmiò l’Italia dal terrorismo.

“Aldo, non hai mai urlato, ma hai scritto tante lettere…”, soggiunge Andreotti, richiedendo a Cossiga cosa invece avrebbe fatto lui.

Cossiga: “Io avrei convocato tutti insieme i capi di partito, alla stessa ora, al Quirinale e li avrei messi in stanze diverse. A ciascuno di loro avrei fatto lo stesso discorso e poi li avrei portati tutti a pranzo, su nella torretta”.

Andreotti: “E come convincerli?”.

Cossiga: “Questo governo fa acqua da tutte le parti, gli indicatori economici sono in caduta postbellica, i fondi del Recovery Fund una lotteria milionaria tra ministeri, se continuate solo a bisticciare del nulla sui social i 209 miliardi europei non arriveranno mai e questo  Conte non gode più della fiducia né dell’America né dell’Europa”.

“Be’, se è per questo neanche del Vaticano, nonostante si sia visto ben 14 volte con il Segretario di Stato Parolin durante il lockdown”, commenta Andreotti.

Cossiga: “Certo, Giulio, che di quello che succede nella Prima loggia di San Pietro continua a non sfuggirti nulla! Quindi sai che il Vaticano di Bergoglio se ne fotte dell’Italia. Ma fammi finire… Gli attuali ministri sono quasi tutti incompetenti, i ministeri sono allo sbando e Palazzo Chigi non è più in grado di coordinare nulla”.

“Francesco, sei il solito disfattista seriale”, interviene ex abrupto Fanfani in sella al suo triciclo.

Cossiga: ‘Disfattista un corno! “E aggiungerei, voi capatazz dei partiti, dovete entrare nell’esecutivo come ministri senza portafoglio e vi dico solennemente che se non vi mettete d’accordo tutti insieme su un governo di emergenza sanitaria mi dimetto entro sette giorni e al Paese darò questa motivazione”.

Andreotti: “Ma Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia non ci starebbe mai”.

Cossiga: “E invece sarebbe perfetta per prestare il suo Guido Crosetto come tecnico d’area al Ministero della Difesa”.

“E al posto di Conte?”, ghigna Andreotti.

Cossiga: “Avrei convinto prima Mario Draghi”.

Andreotti: “Proprio tu proponi Draghi dopo che nel libro del mio amico Renato Farina gli hai dato dello “speculatore internazionale”? Io almeno l’avevo scoperto anche se lui non lo ricorda mai…”.

Dopo una lunga nuotata, arriva l’ex governatore Guido Carli con l’inseparabile Suni Agnelli, commentando: “Draghi lo conosco bene e Carlo Azeglio Ciampi lo può confermare. Dopo giorni di insistenze, gli dicemmo testualmente: ‘Si decida, per cortesia, e accetti di fare il direttore generale del Tesoro’, la sua prima vera carica pubblica’. E lui acconsentì, fino ad arrivare al vertice della Bce. Adesso sognava un anno sabbatico in giro per il mondo, ma il Covid l’ha bloccato. In verità ora vorrebbe fare solo il Presidente della Repubblica.”

Andreotti: “Speriamo che non finisca come la Sora Camilla che tutti la vogliono e nessuno se la piglia…ma troppo facile così, prima deve sporcarsi un po’ le mani a Palazzo Chigi, come fece Ciampi, e rimettere in piedi l’Italia con i fondi europei che tanto a Conte non daranno”.

Cossiga: “Già, in questo modo potrebbe passare alla storia per aver ricucito i rapporti con gli Usa, con la Francia e con i paesi dell’Europa del Nord e dell’Est che proprio non ci sopportano”.

Andreotti: “Del resto, De Gasperi è passato alla storia pur senza andare al Quirinale”.

Cossiga: “Caro Draghi, gli direi per convincerlo se fossi Mattarella, guarda che chiuso in casa ai Parioli o in Maremma, nonostante la tua pensione d’oro, finirai per deprimerti e io so bene cosa significa la depressione. Se te ne stai fermo, al Quirinale non ti ci manda mica Goldman Sachs”.

Andreotti: “Figurati se il segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti, che smania per stare lì altri sette anni, gli fa fare un discorso del genere”.

Arriva San Pietro, tuonando: “Basta, voi italiani sempre a parlare di politica, qui si sta per pregare”. Ubi maior… Amen!

Luigi Bisignani, Il Tempo 22 novembre 2020

 

 

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