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Conversazioni da spiaggia sul Covid - Seconda parte

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Perché parliamo più di vaccino che di cure?

“Non lo so. Quello che so è che queste malattie si trattano con farmaci sintomatici (a costo ridotto) e antivirali (in corso di valutazione). In più, la malattia da virus si combatte con il siero iperimmune e si previene col vaccino. Il siero adesso è facile da produrre ed è poco costoso… ma pochi ne parlano. Il vaccino deve essere prodotto e deve essere testato, senza le pericolose ipotesi di somministrarlo a tutti senza testing preventivo.”

“E poi basta dobbiamo dirlo, se proteggere i vecchi è stato l’obiettivo principale della strategia governativa, deve essere chiaro che questa decisione ha determinato danni gravissimi ai giovani e all’economia. Le esigenze dei bambini e dei ragazzi sono state ignorate, le decisioni sono state prese sulle loro teste senza curarsi della loro tenuta psicologica e ipotecando il loro futuro. E per assurdo, l’isolamento ha danneggiato perfino i vecchi malati che avrebbero compiuto comunque il loro destino in tempi brevi e che invece, alimentando una retorica falsa ed ipocrita, sono stati condannati all’isolamento lontani dall’affetto dei loro parenti, impossibilitati ad andare in chiesa o nei loro luoghi di culto, confinati in ospedali o Rsa e, senza diritto a un funerale, sono stati cremati in luoghi lontani.”

“Baaaasta mi sono proprio rotto le paaaalllle di sentir parlare del Covid19, lo volete capire che il nostro dramma è vivere in un Paese dove ormai i figli sono una rarità, ci vuole più coraggio e più attenzione ai giovani. Sono loro il nostro futuro e dobbiamo pensare a loro abbandonando l’egoismo che ci spinge a dedicare troppo risorse a chi, come me, la sua vita l’ha abbondantemente vissuta. Insomma l’Italia non è solo un Paese di vecchi ma un Paese per vecchi che vive sulle spalle dei giovani”. In spiaggia è sempre così, parole in libertà e poi al sole tranquilli. Non questa volta!!

Antonio De Filippi, 19 luglio 2020