Commenti all'articolo Coronavirus, la realtà oltre i silenzi cinesi

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Giovanna
Giovanna
19 Febbraio 2020 18:43

da parte del governo cinese la cosa non stupisce affatto quanto al virus credo sia sempre possibile che si trasformi

Luca Beltrame
Luca Beltrame
19 Febbraio 2020 7:23

> Che è perfettamente verosimile conservasse e, in un certo senso, selezionasse virus frutto di naturale evoluzione.

Secondo me il problema (e pure questo articolo) è che si confondono due eventi possibili con il fatto che eventi abbiano la stessa probabilità.

Quando uno dei miei gatti perde molto più pelo del normale, posso sia pensare che sia semplicemente una muta, oppure che sia un veleno che gli hanno somministrato dei malintenzionati. Dal punto di vista logico, come dice lei, entrambi gli eventi sono possibili.

Ma non hanno la stessa probabilità.

> come dovrebbe essere il virus prodotto in laboratorio”, bisognerebbe conoscere precisamente l’attività del laboratorio, cosa molto inverosimile.

In questo la devo correggere, perché, anche se non c’è onniscienza ovviamente (anche in questo caso si parla di probabilità di eventi) i metodi per mettere o cambiare DNA in virus o batteri non sono tanti come si possa pensare, e mai si può partire da zero. L’ipotesi (scientificamente, con dati a supporto, anche se non c’è certezza) di questi autori è che le due possibilità (nuova sequenza per

Luca Beltrame
Luca Beltrame
18 Febbraio 2020 21:24

Lo so che l’OMS non è un granché per come sta gestendo la cosa, tuttavia pubblicano dati giornalieri sullo stato delle infezioni:

https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/situation-reports/

Giacomo Cambiaso
Giacomo Cambiaso
18 Febbraio 2020 15:10

Partedo dal presupposto che in questo momento la caccia alle streghe sulle armi batteriologiche e’ chiaramente di scarso per non dire di nessun interesse, visto che il suo contributo per fronteggiare l’emergenza e’ pari a zero, devo dire che quest’articolo e’ di un pressapochismo a dir poco disarmante, altro che andarne fieri. Tra chi s’e’ dato da fare per censurare la gravita’ della questione non c’e’ la sola Cina, ma tutto il mainstream occidentale o quasi. Come si fa ad appellarsi all’OMS quando il bio-lab di massima sicurezza di Wuhan è parte del suo network di centri accreditati per la ricerca nel mondo? Non solo, ma che ne pensa l’autore della stessa Facebook che ha ospitato nel suo campus di Menlo Park, in California, un meeting convocato dell’Organizzazione mondiale della sanità, cui erano presenti tutti i big del mondo tech e social: Amazon, Twilio, Dropbox, Google, Verizon, Salesforce, Twitter, YouTube, Airbnb, Kinsa e Mapbox. Scopo della riunione? Bloccare la disinformazione sul coronavirus in Rete. Invece di fare la predica ai cinesi accupatevi delle fake news e della censura nostrana ergo occidentale che ce n’e’ per cosi’. Lungi da me difendere la Cina o la loro colpevolezza nella diffusione dell’epidemia, ma tra la totale mancanza di trasparenza dei processi decisionali UE ed i dati taroccati americani (vedi come stridono i dati dell’occupazione… Leggi il resto »