Coronavirus, centinaia di salme cremate ogni giorno in Cina? - Seconda parte

L’unica variante, se si tratta di una cremazione di massa, potrebbe essere data dal tipo di combustibile utilizzato per l’operazione, anche questo particolare non è elencato nell’articolo originale.

Rimane che i dubbi, alimentati dalle imponenti misure adottate contro il basso numero degli infettati e delle vittime, e perché no anche da false notizie, sono molti. Ma rimanere con i piedi per terra e dare la giusta e completa informazione, senza falsi allarmismi o sensazionalismi è, proprio in un momento come questo, un dovere al quale non si può prescindere.

Michael Sfaradi, 12 febbraio 2020

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9 Commenti

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  1. Buongiorno,

    mi pare corretta la chiusura dell’articolo: non dare ali a notizie basate su osservazioni “pseudo-scientifiche” (la temperatura e la composizione dell’aria intorno ad una citta’ ! Ma abbiamo riscontri di lungo periodo su variazioni simili intorno a Milano o Calcutta o Citta’ del Messico ? concludere che “probabilmente” si tratta di cremazioni di massa mi sembra decisamente forzato!).

    Inoltre, e SOPRATTUTTO, il numero difficile da spiegare per la citta’ di Wuhan e’ come mai vengano dichiarati (e quindi si suppone ci siano) cosi’ TANTI morti come quelli dei numeri ufficiali ! circa 3,2 % dei contagiati.

    Non so se ve ne siete accorti: nel resto della Cina i morti sono circa lo 0,4% dei contagiati: un ordine di grandezza in meno !

    E i numeri del resto della Cina, visto che tutti possiamo avere dei dubbi sulle informazioni Ufficiali anche dalle altre Provincie, SONO CONFERMATI ANCHE DAI CONTAGIATI NEL RESTO DEL MONDO: 1 morto su 444 contagiati, circa 0,22%: e qui dubbi non ce ne possono essere.

    Quindi, anche senza ulteriori teorie che presumono maggior numero di morti, dovremmo essere di fronte ad un numero di contagiati a Wuhan che non solo non sarebbe quello ufficiale (33.000) , ma sarebbe circa 330.000 (per spiegare i 1000 morti e allinearsi al resto del mondo).

    Se poi fossero veri i 14.000 morti dell’articolo, i contagiati – per mantenere la percentuale di circa 0,3%) dovrebbero essere 4.620.000 (!!) cioe’ meta’ della popolazione. E questo sarebbe difficile da nascondere.

    La mia opinione: i numeri sono “strani” e dobbiamo essere prudenti, ma lo sono nel senso OPPOSTO a quello di chi misura la quantita’ di elementi chimici nell’aria di un’unica citta’ in un unico giorno e ne trae conclusioni che eccitano la gia’ alta attenzione del pubblico.

  2. Sul caso dei dati, mi sono informato un po’ di più. La probabilità che i casi riportati siano più bassi è reale, perché la sintomatologia “leggera” non è diversa dall’influenza: ma questo non vuol dire che ci siano molti più morti, al contrario, le stime della mortalità (fosse questo dato confermato) dovrebbero essere girate al ribasso. Attualmente girano tra il 2 e il 3%, ma il dato è tirato verso l’alto dalle morti a Wuhan / Hubei: in altre zone della Cina siamo all’1% o meno. In alcuni casi, come il paziente morto nelle Filippine, non c’è reale certezza che sia stato a causa dell’infezione (c’è stata una co-infezione che potrebbe aver portato alla morte).

    La notizia che esistono i “contagi asintomatici” invece, è da considerarsi falsa fino a nuovo ordine. L’articolo originale inviato al New England Journal of Medicine che parla di una paziente cinese “asintomatica” che ha contagiato altri è stato smentito tre giorni dopo su Science: ma la stampa italiana non ne ha assolutamente parlato.

    L’incidenza infantile della malattia. è, sulla base dei pochi dati disponibili, bassa. Il numero di nuovi contagi riportati sembra essere arrivato a plateau, il che, se verificato dopo un paio di settimane, indicherebbe la fine della fase esponenziale del contagio.

    Non sorprende il numero di contagi a Wuhan, che ha una densità di popolazione molto elevata.

    • Pare ci sia stato un discreto salto in avanti, sia come contagiati che come morti, dovuto – ufficialmente – alle diagnosi “cliniche”.

      • Salto ben fuori dagli “intervalli di confidenza” che, come dicevo, non servono realmente a gestire l’incertezza, ma solo la variabilità di ciò che si conosce già.

      • Le diagnosi cliniche si riferiscono a pazienti che presentano sintomi simili a quelli della polmonite, sono cliniche perché non vanno a rilevare il virus, ma si guarda ai sintomi (e alle radiografie ai polmoni).

        In ogni caso, finora il tasso di mortalità rimane più o meno lo stesso: se vogliamo proprio essere puntigliosi, Lancet stimava in 70.000 il numero di contagi reali, questo è un numero più vicino a quello.

        In questo caso, vale ancora quello che ho detto (non so perché lei usa questo approccio estremamente empiristico: non sapere non equivale a non fare ipotesi – è anche assolutamente normale che le ipotesi possano essere sbagliate poi), ovvero che bisognerà guardare il trend delle prossime 2 settimane. Queste 10.000 persone non sono certo diventate infette o presunte infette da ieri ad oggi, ma lo erano già.

        Quello che mi fa arrabbiare è che la stampa non parla assolutamente di chi guarisce: quei numeri contano!

        Al di là della Cina, gli infetti fuori sono pochissimi e continuano (per fortuna) ad essere estremamente bassi. Anche le due persone in cura allo Spallanzani sono in miglioramento (non ho visto la notizia su nessun giornale, però).

        • “non so perché lei usa questo approccio estremamente empiristico: non sapere non equivale a non fare ipotesi – è anche assolutamente normale che le ipotesi possano essere sbagliate poi”

          Il punto è che le ipotesi contano, e costruire un castello su ipotesi tutte da vedere espone al rischio che siano errate, e quindi vedere crollare l’intero castello.

          La vera incertezza è questa.

          Per lo stesso motivo per cui i sondaggi e gli exit poll, coi loro margini di errore di +-2/3 punti, molto spesso sbagliano molto di più (tanto per fare un esempio).

          Perchè l’incertezza non è in quei +-2/3 punti, ma altrove.

          Lancet stimava 75000 contagiati solo nella grande Wuhan al 25 gennaio.

          Con raddoppio dei casi in meno di una settimana.

          Poichè sono passate quasi 3 settimane, oggi saremmo ben oltre tale numero. Senza contare il resto della Cina.

          E badi bene che sono stime fatte prima.

          Usando lo stesso metodo con i dati disponibili fino ad un paio di giorni fa, avrebbero ottenuto probabilmente risultati diversi.

  3. Sempre per doveri di cronaca, in CIna muoiono circa 50000 persone al giorno, di morte naturale o malattie e tutte vengono CREMATE

  4. A quanto ho capito, i dati pubblicati da Windy sono forniti dalla Nasa, che coi suoi modelli fornisce interpolazioni ed estrapolazioni sulla base delle rilevazioni satellitari.

    Che, non chiedetemi come, ma paiono possano appunto misurare anche l’anidride solforosa.

    Link tanto per dare un’idea:

    https://acd-ext.gsfc.nasa.gov/People/Colarco/Mission_Support/so2_floop/

    https://so2.gsfc.nasa.gov/

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