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Coronavirus, centinaia di salme cremate ogni giorno in Cina?

Anche se la stampa deve necessariamente prendere per buoni e nella massima considerazione, fino a prova contraria, i dati ufficiali sulla pandemia che si sta sviluppando nel cuore del gigante asiatico, noi giornalisti non possiamo ignorare le altre informazioni che girano, un po’ in tutto il mondo, sia in rete che sulla carta stampata, con particolare attenzione a ciò che viene pubblicato nelle nazioni che confinano o che sono nelle vicinanze della Cina.

Fra le tante cose, più o meno credibili, dette o pubblicate a mezzo stampa, che ci sono arrivate, quella che ha destato l’attenzione e tanti dubbi di chi vi scrive è una notizia pubblicata da un giornale di Taiwan, il Taiwannews di Taipei sul suo sito:

https://www.taiwannews.com.tw/en/news/3874013?fbclid=IwAR0sEZOQ_kmB1FEyQ66BY5jASPF2EWtzCKHB_kvj6Sa-gI-A91Jfg7tq4PE

Che fra la piccola Repubblica di Cina (Taiwan), quella che per intenderci ha come capitale la città di Taipei, e la grande Repubblica Popolare Cinese non corra buon sangue, è una realtà che è sempre stata sotto gli occhi di tutti, in un momento di emergenza come quello attuale dovuto al coronavirus, però, è difficile credere che da Taiwan si pubblichino notizie false ed allarmanti soltanto per mettere in ulteriore difficoltà il nemico che è già in ginocchio.

Non potendola però controllare, la riportiamo per come è stata pubblicata e cioè che, contrariamente ai numeri ufficiali riportati dal governo di Pechino, secondo la testata taiwanese a Wuhan vengono cremate centinaia di salme ogni giorno.

Quest’ipotesi, sempre secondo il Taiwannews, sarebbe confermata dai dati di domenica (9 febbraio) messi online da Windy.com, un sito che monitorizza i venti e le temperature dell’aria, che hanno mostrato livelli elevati di anidride solforosa intorno a Wuhan, l’epicentro del nuovo coronavirus (2019-nCoV), inducendo alcuni a ipotizzare che sia un segno di cremazioni in massa dei corpi delle vittime. Quando domenica le immagini delle mappe di Windy.com riferite alla città di Wuhan hanno iniziato a comparire sui social media, immagini che secondo alcuni mostravano un livello allarmante di anidride solforosa rilasciato nell’aria, le ipotesi sul fenomeno si sono rincorse.

Diverse testate, sia in Europa che in Italia, hanno ripreso l’articolo pubblicato a Taiwan o ne sono state ispirate e, non credendo fino in fondo ai dati ufficiali sulla pandemia, anche se con qualche dubbio hanno riportato la notizia dandola per verosimile.

Intelewave, un sito che offre strumenti interattivi di analisi dei dati, ha elencato alcune possibili spiegazioni per questo aumento delle emissioni su Wuhan, di cui la prima è riferita a un ipotetico danno a qualche centrale elettrica, possibilità abbastanza remota. Per creare una presenza nell’aria di un quantitativo tale di anidride solforosa dovrebbe essere accaduto un vero finimondo, finimondo di cui al momento non si ha notizia.

La seconda possibilità, sempre secondo Intelewave, era la combustione di rifiuti e carcasse di animali, ci sarebbe da chiedersi perché poi si debbano bruciare rifiuti e carcasse andando in contrapposizione al protocollo standard di seppellire i rifiuti. Anche questo sarebbe comunque un mistero.

La terza possibilità, quella che è stata subito accreditata, era che i cadaveri venissero bruciati nella periferia della città. In questo caso il numero di morti sarebbe molto più alto di quello ammesso dal governo cinese. Sempre secondo l’articolo per arrivare a un livello tale di anidride solforosa sarebbe stata calcolata la combustione di 14.000 corpi. La seconda e la terza ipotesi potrebbero anche essere buone in contemporanea perché una non esclude l’altra.

Come già detto, diverse testate hanno ripreso quest’articolo o ne sono state ispirate, ma noi abbiamo provato a capire meglio cosa c’è dietro a questa notizia che sta prendendo sempre più piede, per cui abbiamo contattato Alberto Terracina, perito chimico con vasta esperienza di laboratorio che ci ha spiegato quanto segue: la fotografia che è stata pubblicata sembrerebbe indicare solamente la temperatura dell’area, per essere sicuri della presenza di un composto come l’anidride solforosa è necessaria l’analisi di un campione d’aria, analisi che dall’articolo non risulta essere stata eseguita o, nel caso, non risultano evidenze analitiche né la tipologia di strumento utilizzato per l’analisi stessa. Lo zolfo contenuto nel corpo umano non è tale, in caso di sua combustione, da scatenare una nuvola così massiva.

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