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“Così lo Stato ha stuprato la mia azienda”

L’incredibile racconto dell’imprenditore Donato Coppi: “Ecco come lo Stato mi ha beffato”

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Donato Coppi ha un’azienda di vino che, nel corso dell’ultimo decennio, ha investito le proprie risorse in energia pulita. L’obiettivo era quello di “costruire un nuovo impianto che, oggettivamente, avrebbe aiutato il nostro ciclo produttivo”; ma con un dilemma fondamentale: l’investimento non risultava essere sufficiente per l’intero fabbisogno energetico, tant’è che Coppi ha dovuto procedere alla costruzione di un secondo impianto fotovoltaico.

Fino al 2020, quindi in un periodo pre-guerra in Ucraina, il bilancio era perfetto: “La voce di ricavo era di circa 80mila euro, mentre quella di costo era pari a 90 mila”. Una situazione di assoluta tranquillità per Coppi, che aveva portato a termine un obiettivo già posto dai precedenti esecutivi: “Eravamo riusciti, in tempi non sospetti, a fare quello che i governi di ieri e di oggi definivano la panacea del problema energetico”, ha sentenziato l’imprenditore.

Nonostante tutto, l’introduzione del price cap sull’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici, da parte dello scorso esecutivo di Mario Draghi, ribalta la situazione di pareggio dell’azienda. “In sostanza, ci è stato chiesto di emettere energia a basso costo e poi comprarla per il nostro prodotto – cioè il vino – a dieci volte rispetto al prezzo di cessione“. Una vera e propria beffa. In altre parole, come specifica Nicola Porro, lo Stato “ha tolto il ricavo superiore della vendita dell’energia che tu hai fatto negli ultimi cinque anni”.

E per di più, il prelievo dello Stato contro il ricavo derivante dagli investimenti di energia pulita è stato giustificato sulle “esigenze di bilancio dello Stato”, come scritto nell’ordinanza cautelare del Consiglio di stato che ha sospeso il dispositivo della sentenza del Tar. Una vera e propria mannaia per l’imprenditore, che ha parlato di un vero e proprio “stupro” perpetrato dallo Stato.

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