Giustizia

Cospito, colpo di scena. Il Pg: “Bisogna assolvere Delmastro”

La procura aveva chiesto l'archiviazione, ma l'ex sottosegretario aveva ottenuto l'imputazione coatta. E di fronte alla richiesta di assoluzione, un giudice in primo grado l'aveva condannato

delmastro dimissioni Immagine generata da AI tramite DALL-E di OpenAI
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La Procura generale di Roma chiede l’assoluzione per Andrea Delmastro Delle Vedove nel processo d’Appello legato al caso dell’anarchico Alfredo Cospito. La richiesta, avanzata davanti alla terza sezione della Corte d’Appello della Capitale, punta a ribaltare la sentenza di primo grado che aveva condannato l’ex sottosegretario alla Giustizia a otto mesi per rivelazione di segreto d’ufficio.

Secondo quanto sostenuto in aula dal sostituto procuratore generale, Tonino Di Bona, non ci sarebbero elementi sufficienti per configurare il reato contestato. Al centro della valutazione, in particolare, la natura degli atti oggetto della vicenda: per l’accusa non vi sarebbe stata “certezza sulla segretezza”, dal momento che si trattava di documenti a “limitata divulgazione” ma senza una esplicita indicazione di riservatezza. Da qui la conclusione: il fatto non costituisce reato.

Delmastro, assistito dall’avvocato Giuseppe Valentino, era presente in aula durante la requisitoria. Queste le tappe della vicenda. Nel febbraio del 2023, Giovanni Donzelli in parlamento attacca gli esponenti del Pd andati in carcere a trovare Cospito, in quei giorni in sciopero della fame per protestare contro le sue condizioni detentive. Nel farlo, Donzelli rivela il contenuto di alcune conversazioni che avrebbe potuto ricevere proprio da Delmastro con cui condivideva un appartamento a Roma. Per quella “rivelazione” l’ex sottosegretario alla Giustizia era stato indagato e, dopo la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura, il Gup aveva disposto l’imputazione coatta. Mandandolo a processo. Qui i pm Ielo e Affinito avevano di nuovo formulato la richiesta di assoluzione, ma il giudice aveva deciso di condannare Delmastro a otto mesi di carcere. Era il 20 febbraio di un anno fa: in quell’occasione i giudici avevano riconosciuto le attenuanti generiche all’imputato, disponendo anche la sospensione della pena e un anno di interdizione dai pubblici uffici. Respinte invece le richieste di risarcimento avanzate dalle parti civili, tra cui quattro parlamentari del Partito Democratico. Oggi si è aperto il processo di appello, con la pubblica accusa – il Pg, appunto – che chiede di nuovo l’assoluzione dell’esponente di FdI. Ora la parola passa ai giudici d’Appello, chiamati a decidere se confermare o ribaltare la condanna di primo grado alla luce delle argomentazioni della Procura generale. Il nodo centrale resta quello indicato dall’accusa: stabilire se gli atti contestati fossero effettivamente coperti da segreto oppure no. Una valutazione che sarà determinante per l’esito del processo.

Nel frattempo, Delmastro si è dimesso dall’incarico di sottosegretario alla Giustizia lo scorso 24 marzo a causa di un altro “scandalo” relativo alla partecipazione societaria in una Bisteccheria insieme alla figlia di un prestanome di un clan mafioso.

 

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