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Covid, allarme estate: Pil e turismo, stime da horror

Confcommercio denuncia il crollo dei consumi per turismo e cultura, con 8 italiani su dieci che rinunceranno alle vacanze estive

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Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, stima nella migliore delle ipotesi una crescita del Pil 2022 più che dimezzata, da un +4% ad un modesto 1,9%. Questo nel caso le tensioni economiche innescate dalla guerra in Ucraina si esauriscano all’inizio dell’estate. Gli fa eco Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, il quale denuncia un vero e proprio crollo dei consumi per turismo e cultura, con 8 italiani su dieci che rinunceranno alle vacanze estive.

D’altro canto, secondo alcuni autorevoli sondaggi, sembra che almeno il 60% dei nostri concittadini abbiano radicalmente modificato le proprie abitudini di acquisto, penalizzando in modo particolare le attività ricettive e il vasto settore della ristorazione. Tanto è vero che dei quasi otto milioni di italiani intenzionati a partire durante le festività pasquali, appena la metà hanno realmente programmato di farlo. Numeri piccoli, numeri impietosi per un Paese che ha sempre considerato il turismo come una sorta di petrolio nazionale. Basti dire che nel 2019, anno che ha preceduto la pandemia, i soli viaggiatori esteri hanno speso in Italia una cifra che ha sfiorato i 45 miliardi di euro. La stessa Confcommercio segnala che, sempre rispetto al 2019, lo scorso anno abbiamo perso 60 milioni di arrivi dall’estero, per un totale di 160 milioni di presenze.

Ebbene, considerando l’effetto respingente e disincentivante che le nostre misure anti-Covid – di gran lunga le più restrittive d’Europa – hanno determinato e continuano a determinare, cosa ci si sarebbe aspettato da un governo responsabile nella grave contingenza del momento? Ovviamente che esso avesse semplicemente replicato in fotocopia quanto realizzato dal resto d’Europa, in particolare da Francia, Spagna, Germania e Regno Unito, eliminando in un sol colpo gli inverosimili lacci e lacciuoli burocratici di stampo sanitario che non hanno alcun effetto nel contenere un virus sempre meno aggressivo, ma servono solo ad appesantire una condizione economica che si va rapidamente deteriorando. Tutto questo, occorre ribadire fino alla nausea, con l’unico, inconfessato scopo di compiacere le mire politiche di chi, come il ministro Speranza, intende incassare un cospicuo dividendo elettorale nelle prossimi elezioni parlamentari, vendendosi la balla di aver salvato la vita, con le sue misure liberticide, a milioni di italiani.

In realtà, se l’esecutivo Draghi non cambierà drasticamente rotta, riponendo definitivamente nella soffitta degli orrori tamponi, quarantene, mascherine e abominevoli lasciapassare sanitari, assisteremo ad una strage senza precedenti nel nostro sempre traballante mondo della libera impresa. In quel caso non ci sarà nessun vaccino a impedirlo.

Claudio Romiti, 3 aprile 2022