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Covid, meglio il lockdown volontario che il governo dei pasticci

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Quelli al potere non hanno capito che si dovrebbe fare un grandissimo sforzo per vaccinare (chi lo vuole, ovviamente) tutti gli italiani e riprendere così al più presto possibile una vita normale. Stante i risultati consuntivati in questi dieci mesi di pieni poteri (Dpcm) dobbiamo liberarci, via Parlamento, di un governo di incapaci. Temo non sarà così, e cadremo sempre più in basso, siamo, tra i grandi Paesi, i peggiori nell’indicatore “morti per 100.000 abitanti”, tra gli ultimi per il Pil (ci sono diagrammi implacabili che lo certificano). Prevedo quindi che il mio lockdown volontario durerà per gran parte del 2021. Peccato.

Come diceva Franz Kafka, in situazioni come questa: “Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te.” Nel 2020 ho passato, obbligato prima, poi volontariamente tanto tempo in lockdown seguendo gli insegnamenti del grande boemo, ma altrettanto nel lunapark mediatico, frastornato dalle sue oscene luminarie anestetizzanti. Lo confesso è il primo anno in cui mi sono vergognato di far parte del mondo della comunicazione. E di aver partecipato ad eleggere un Parlamento di tal fatta.

Sono nato nel decennio (anni Trenta) dove l’odio si fece pandemia. La seconda carneficina mondiale si stava configurando, la Shoah incombeva, i totalitarismi si stavano consolidando e non ci avrebbero più lasciato, cambiando semplicemente denominazione: fascismo, nazismo, comunismo, maoismo, fino al riassunto di tutti i precedenti, il narcisismo radical chic, cioè il politicamente corretto delle élite di oggi, sintesi colta di un modello culturale, politico, economico orrendo come il Ceo capitalism. Nei primi anni Sessanta mi illusi del riscatto, mi feci travolgere dal sogno europeo, la speranza cadde subito, proprio nel Sessantotto. Lo vissi malissimo, sulla mia pelle, io operaio vessato dai figli di papà pseudo comunisti che pretendevano di salvarmi dai padroni delle ferriere, cioè dai loro congiunti. Erano arrivati i venditori di fumo che un giorno si sarebbero trasformati in influencer. Avevano preso la scena, non l’avrebbero più mollata, cooptazione dopo cooptazione, fino ad oggi.

Molti lettori di Zafferano.news mi chiedono di prevedere come saranno i prossimi anni. Impossibile per me rispondere, sono un umano. Essendo non una persona ma un personaggio può rispondere solo Maria. Durante il primo lockdown, blindata in un Relais Châteaux langarolo tutto per lei e la sua mini corte (Capitolo XXXII di “Maria e l’Ingegnere”) affermò: “La pandemia ci aveva proiettati nel futuro. Eravamo passati, senza neppure accorgercene, dal 2020 al 2025. Qualcosa di terribile era successo, in una notte senza luna, il governo del tempo era sfuggito di mano a noi umani, a noi leader, il nostro calendario era stato devastato dagli eventi. Dovevamo accettarlo: la  scienza e la politica avevano di colpo aumentato il loro impatto sulle nostre vite, ma lo stavano facendo più velocemente di quanto la nostra società riuscisse ad aumentare il suo tasso di saggezza. I contrappesi morali, etici, umani che avrebbero dovuto riequilibrare il modello non riuscivano a ritrovare un seppur minimo ribilanciamento, mentre era lontano il suo consolidamento”.

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4 Commenti
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Mikko
Mikko
11 Gennaio 2021 21:25

Politically correct e radical scic conditi con Il covid fanno la dittatura sanitocratica.

SVEGLIA !!!

Andrea
Andrea
11 Gennaio 2021 21:14

Nella mia umile condizione di osservatore delle vicende umane, dal quale ruolo traggo le dovute distanze, formulerei una modesta proposta finalizzata all’eradicamento della pandemia. Essa consegue ad una personale intuizione: il virus, per sopravvivere, ha necessariamente bisogno di serbatoi umani. Dunque: niente umani, niente Covid. Ne consegue che, in una accezione “forte” e “radicale”, lo sterminio dell’intera umanità rappresenterebbe la soluzione finale nella lotta al germe! La mia proposta, decisamente più modesta, prevede invece una eliminazione di massa di popolazioni in funzione di modelli algoritmici alquanto semplici. In analogia al modello “colorato” di definizione dei diversi territori parrebbe più che sufficiente la cancellazione della presenza umana dalle aree dichiarate “rosse”, mediante l’impiego di armi nucleari tattiche. Le aree arancioni andrebbero trattate con maggiore tolleranza: basterebbe sterminare tutti i positivi al tampone, nonché i parenti fino al terzo grado degli stessi. L’esecuzione materiale andrebbe affidata agli istituti termali. Tutti i positivi ed i parenti sopra citati andrebbero convocati, con ferma determinazione, ad un periodo di “purificazioni” presso le terme: quivi sottoposti ad abbondanti libagioni di acqua al cobalto, oppure ad “aromaterapia” presso camere appositamente allestite. Le aree gialle riceverebbero, invece, un trattamento molto soft. In ottemperanza al colore, ciascun residente riceverebbe un avviso di garanzia implicante l’obbligo di camminare sulle mani per qualsiasi movimento fisico, oppure a balzelli su di una… Leggi il resto »

Gianluca
Gianluca
11 Gennaio 2021 21:06

“Io operaio vessato dai figli di papà pseudo-comunisti…” lo trovo un passo davvero notevole e, come sottolinea, costoro sono diventati i padroni dell’Italia, essendosi insediati nelle posizioni che contano, università, magistratura, aziende di Stato, istituzioni, cultura. Non ci si arriva per caso a questi vertici, occorre avere una famiglia adeguata alle spalle e i sessantottini in carriera sapevano di averla, spero solo che il parco buoi che li ha seguiti nella loro finta rivoluzione, abbia tempo e modo di ricredersi, ma ne dubito, ormai hanno settant’anni e se non l’hanno capita sino ad ora…

Stefano Tassinari
Stefano Tassinari
11 Gennaio 2021 20:50

Articolo memorabile, grazie.
Narcisismo radical chic e Ceo capitalism sono effettivamente i due mostri che ci troviamo di fronte.

Davide contro Golia.
Un Golia stavolta all’ennesima potenza. Dopato. Mutante.
mmh… Hulk.