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Covid, qual è la prossima crociata dei talebani del virus

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Sul tema delle quarantene socialmente tossiche per i positivi al coronavirus, fa la sua irruzione l’ennesima associazione di categoria dei sacerdoti della nuova religione sanitaria. Dichiarandosi decisamente ostile non alla totale abolizione di un tale obbligo, così come continua a sostenere l’infettivologo Matteo Bassetti pubblicando un relativo video, bensì alla modesta attenuazione della demenziale misura ventilata dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, queste le parole di Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale, così come riportato dal Sole 24 Ore: “In questo momento il problema è il numero di contagi che non vengono rilevati, una parte delle positività non sono tracciate, i pazienti fanno i tamponi da sé e non vengono calcolati. In assenza di dati scientifici ridurre la quarantena mi sembra rischioso, soprattutto in un periodo come questo in cui sosteniamo che la mascherina va mantenuta anche per altri motivi. La mia raccomandazione a tutti i cittadini che hanno sintomi di malattie respiratorie è di portarla, perché è l’unico modo di ridurre il contagio. Si può pensare di ridurre il periodo di isolamento – bontà sua – ma la misura va associata a dei dati scientifici e comunque il positivo asintomatico deve indossare la mascherina fino alla negatività.”

Quindi, recitando un classico mantra con il quale la nuova classe dominante dei camici bianchi sta pesantemente vincolando la nostra esistenza da quasi tre anni, questo ennesimo fenomeno del terrore virale ha ribadito tre delle sinistre parole magiche del nuovo credo: dati scientifici, mascherine e contagi, i cui effetti sono considerati al pari di una maledizione demoniaca.

Eppure, per chi è ancora dotato di un minimo di senso logico, è sufficiente analizzare il breve ragionamento del dottor Scotti per accorgersi che quest’ultimo non sta in piedi neppure con le stampelle. Infatti, se il medico ammette che i contagi rilevati sono solo una parte di quelli reali, cosa che si era compresa sin dall’inizio della pandemia, e che il Sars-Cov-2 circola liberamente nella società, infischiandosene delle misure di contenimento finora adottate, a quale logica risponderebbe il mantenimento di un isolamento punitivo ai danni di chi abbia la sfortuna di incappare nella mannaia del magico tampone?

Personalmente ritengo da tempo che i vari portavoce delle organizzazioni sanitarie, così come i cosiddetti virologi star che ancora impazzano sui media italiani, tendano ad esercitare una costante pressione nei confronti del potere politico, affinché si mantengano in vigore il più a lungo possibile tutta una serie di restrizioni, come quella di tenere agli arresti domiciliari i citati positivi al tampone, con l’unico scopo di accrescere il loro peso sociale. Un peso sociale che durante le fasi più buie delle misure restrittive ha raggiunto un livello senza precedenti nella storia del Paese.

D’altro canto, come sostenne il grande James Buchanan nella Teoria della scelta pubblica, con cui vinse il Nobel per l’economia, ogni organizzazione burocratica cerca sempre di estendere la sua influenza nella società imponendo, quasi per moto proprio, un numero crescente di regole e adempimenti vari. Allo stesso modo la composita burocrazia sanitaria italiana, catapultata ai vertici del sistema dalla paura mortale di un virus a bassa letalità relativa, si impegna oramai quotidianamente ad alzare il ditino nei confronti del governo di turno, ammonendo il potere politico di non abbassare la guardia.

Trattasi di una condizione democratica piuttosto mortificante e che solo un esecutivo determinato sarebbe in grado di porvi rimedio, eliminando in blocco l’inverosimile impalcatura di assurde regole anti-Covid, così come molti altri Paesi europei hanno fatto da molto tempo.

Riuscirà in questo il governo Meloni, evitando di farsi irretire dalle sirene dell’emergenza sanitaria infinita, così come accaduto ai suoi predecessori? Noi aperturisti, che abbiamo votato anche per questo i partiti della maggioranza, ci speriamo ancora, sebbene i segnali che ci sono giunti finora non sono molto incoraggianti. Staremo a vedere.

Claudio Romiti, 8 novembre 2022