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Fine pandemia mai

Covid, quarantena e tamponi. Schillaci: come cambiano le regole

Il ministro della Salute promette: “Stiamo lavorando per ridurre la quarantena”. Forse arriva lo stop al tampone finale

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Cambia tutto, o forse no. Ieri Mario Giordano nella sua rubrica “Attenti ai tromboni” su questo sito si era scagliato contro il neo-ministro Orazio Schillaci, che in merito a quarantena, tamponi e Covid pare ormai un Roberto Speranza Bis. Oggi, durante un evento al ministero della Salute, il titolare del dicastero, ha fatto una timida (molto timida) apertura alla fine delle quarantene per i positivi asintomatici. O almeno ad una loro riduzione.

Addio alla quarantena covid?

“Sulla quarantena – ha detto a margine dell’evento ‘Prevenzione vaccinale dei soggetti adulti fragili o immunocompromessi, la nuova priorità’ – stiamo lavorando per far si che chi è positivo al Covid, soprattutto i pazienti asintomatici, possano rientrare prima. A breve anche su quello faremo una comunicazione, eliminando eventualmente anche il tampone finale”. Per ora siamo agli annunci, al vedremo, al “stiamo cercando di capire come”. Ma almeno è un passettino in avanti. Da quello che si capisce, le nuove regole dovrebbero prevedere comunque l’isolamento dei positivi ma di una durata inferiore: oggi è prevista di 5 giorni, “purché venga effettuato un test, antigenico o molecolare, che risulti negativo, al termine del periodo d’isolamento”.

La campagna vaccinale: Covid e influenza

Schillaci nei giorni scorsi era stato categorico: su questi argomenti leggeremo i dati e poi valuteremo. Anche Meloni conferma che il governo seguirà la scienza. Ma certo rispetto alla linea rigorista di Speranza ci si aspetta un po’ più di coraggio.

Sul fronte vaccini, invece, non cambia la musica. Meloni a Bali ha confermato che è grazie alle dosi di Pfizer e Moderna se ci siamo usciti dalla pandemia. E l’idea del neo ministro sembra quella di dare il via ad una campagna su Covid e influenza che sia unica, con tanto di spot e testimonial con “attori non professionisti”, “nella speranza che tutti possano capirne l’importanza”. “Prima che i virus inizino a circolare più rapidamente – ha spiegato Schillaci – abbiamo bisogno dell’impegno di tutti per far sì che chi è più fragile capisca l’importanza di vaccinarsi”.