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Emergenza Covid continua

Covid, rispolverano il terrore: il Pd s’attacca alle mascherine

Zampa pd covid

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Mamma Rai, dacci oggi la nostra ora di terrore quotidiano! Questo verrebbe da dire dopo aver ascoltato l’ampio dibattito che venerdì scorso Agorà, in onda su Rai3, ha dedicato al tema infinito della pandemia.

Mattatori della discussione, se così vogliamo dire, l’onnipresente Massimo Galli e l’esponente dem Sandra Zampa, la quale ha ricoperto l’incarico di sottosegretario alla Salute nel secondo governo Conte. Sia quest’ultima e sia l’infettivologo in pensione, che ha approfittato dell’ennesima comparsata per presentare un suo inevitabile libro, hanno ribadito con grande enfasi il nesso terrorizzante tra contagi e forme gravi della malattia conseguente, con la totale compiacenza della conduttrice.

In particolare la Zampa, con tono assolutamente glaciale, ha impartito una magistrale lezione di  terrore sanitario in diretta, iniziando con la seguente indicazione: “Io credo che faremo bene tutti,  anche se dovesse essere tolto l’obbligo, a continuare a indossare le mascherine nei luoghi chiusi. Al chiuso io lo farò e invito le persone a continuare a farlo”. Dopodiché sul tema sempre molto controverso della conta dei morti, la Zampa ha dichiarato: “C’è un punto di paragone che io vorrei ricordare. In Italia noi abbiamo sempre detto che la mortalità per l’influenza era un dato alto e invitavamo le persone ad andarsi a vaccinare. Alto significa 7/8.000 decessi l’anno. Qui noi andiamo a un mese e mezzo, due mesi allo stesso numero del dato influenzale annuo. E comunque dobbiamo registrare un numero di decessi veramente troppo alto ancora. Non solo. Ci sono, come tutti sanno, le conseguenze del Covid: il long Covid. E quindi l’idea che adesso (il virus) non fa poi tanto male è una idea sbagliata”.

Infine, in merito al fatto che da tempo il rigurgito dei contagi non sembra tradursi in un aumento dei casi gravi e molto gravi della malattia, la Zampa ha voluto sottolineare in modo molto contorto che “questo – riferendosi ai dati attuali -, quando si arriva al ricovero e, purtroppo, alle terapie e ai decessi, si riferisce al dato precedente, rispetto all’infezione. Cioè è una specie di stock di persone che si sono contagiate, il cui percorso va avanti in quella direzione”. Ciò, tradotto in modo comprensibile a tutti, starebbe a significare che chi si contagia prima o poi, in un modo o nell’altro, vaccino o non vaccino, rischia di vivere una brutta esperienza, con la possibilità di passare a miglior vita.