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Covid, studio israeliano: il vaccino riduce per mesi la fertilità maschile

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di Paolo Becchi e Nicola Trevisan

Da più di un anno le tesi cosiddette complottistiche si chiedono se questi farmaci a mRNA possano essere strumenti per ridurre la popolazione mondiale mirando direttamente a compromettere la fertilità degli individui.

Se per quanto riguarda l’effettivo beneficio di somministrare questi farmaci a donne in gravidanza e a donne fertili abbiamo già scritto in questo blog (Vaccini, l’effetto collaterale sulle donne che Aifa sottovaluta) e come la stessa Pfizer ricordiamolo dichiara apertamente che non ci sono “dati” a sufficienza per avere certezza per queste fasce della popolazione; la questione della riduzione della fertilità maschile è stata affrontata da un gruppo di ricerca israeliano nel seguente studio: “Covid-19 vaccination BNT162b2 temporarily impairs semen concentration and total motile count among semen donors”.

I ricercatori hanno osservato 220 campioni di sperma ricavati da tre banche del seme. La vaccinazione BNT162b2 includeva due dosi e il completamento della vaccinazione era programmato 7 giorni dopo la seconda dose. L’età media dei donatori era di 26.1±4.2 anni

Lo studio è stato condotto con la seguente sequenza temporale relativa alla vaccinazione.

  • T0 = controllo basale pre-vax
  • T1 = 15-45 giorni dopo
  • T2 = 75-120 giorni dopo
  • T3 = 150+ giorni dopo

I campioni T0 sono stati raccolti prima della vaccinazione, gli intervalli medi di raccolta dopo la vaccinazione erano 26.7±10gg per T1, 92.5±13.4 gg per T2 e 174.8±26.8 gg per T3 dopo la data di vaccinazione.

Risultati e conclusioni dichiarate dagli autori

[…] Le misurazioni ripetitive hanno rivelato una diminuzione della concentrazione spermatica del -15,4% su T2 portando a una riduzione della conta mobile totale del 22,1% rispetto a T0. […]

[…] Allo stesso modo, l’analisi del solo primo campione di sperma e la media dei campioni per donatore ha portato a una riduzione della concentrazione e del TMC (Total Motile Count: quanti spermatozoi ci sono in una singola eiaculazione) su T2 rispetto a T0 rispettivamente di 12 milioni/ml e 31 milioni di spermatozoi […]

[..] La valutazione T3 ha dimostrato un recupero generale. Il volume e la motilità degli spermatozoi non sono stati alterati.

Qualche considerazione

Lo studio è molto interessante ma come è possibile dichiarare che dopo il T3 ci sia stato un recupero generale? Per aiutarci nella comprensione, osserviamo i dati riportati all’interno dell’articolo senza soffermarsi solo sull’abstract che abbiamo citato. Notate qualcosa dalla seguente tabella?

Dopo il giorno 150 (T3), la concentrazione di spermatozoi era -15,9% rispetto al basale, inferiore anche rispetto al periodo di 75-120 giorni. il tempo medio dopo il vax per la raccolta di T3 è stato di 174 +/- 26,8 giorni, quindi stiamo parlando di 6 mesi dopo il vax senza recupero della concentrazione di spermatozoi.

La conta mobile totale (TMC) a T3 è stata leggermente recuperata dal T2, ma era ancora in calo del 19,4% rispetto al basale T0, sembrando compensare in qualche modo in volume ciò che si perde in concentrazione.

Entrambi i risultati erano statisticamente significativi con un intervallo di confidenza del 95%, nel dettaglio c’è una probabilità superiore al 97% che la cifra TMC sia reale e non casuale (p-value di 0.027).

Con questi numeri alla mano alcune considerazioni sono d’obbligo:

  1. i dati mostrano un impatto significativo e imprevisto, completamente sfuggito durante i trial inziali di sperimentazione, ma che i produttori di farmaci e tutti gli enti di regolamentazioni ci hanno assicurato fosse praticamente impossibile.
  2. questo effetto risulta duraturo per almeno 6 mesi e da questi dati, non sappiamo davvero quando o in che misura si attenuerà.
  3. il ruolo dei booster qui non è noto, ma ci sono tutte le ragioni per aspettarsi che avranno effetti simili o forse peggioreranno questo effetto.
  4. anche se questa condizione si moderasse e il TMC tornasse ai livelli precedenti nel tempo, quella scala temporale sembra andare oltre i 6 mesi; ciò sembrerebbe implicare che tali deficienze nei valori, possano divenire una costante in un regime di booster annuali o semestrali.

Alla luce anche della recente approvazione del farmaco nella fascia 0-6anni, non abbiamo idea di cosa potrebbero fare ai preadolescenti e dei possibili impatti sul loro sviluppo sessuale e sulla fertilità finale. Allo stesso modo, non abbiamo idea di cosa questi vaccini possano fare alle ovaie e agli ovuli poiché questi sono molto più difficili da studiare dello sperma.

Quanti altri esempi di effetti avversi dobbiamo sopportare, quanti organismi di giovani rischiamo di rovinare, prima di affrontare una seria decisione di rischio-beneficio e di stoppare una vaccinazione di massa, che tra l’altro non riuscirà mai a raggiungere  l‘immunità di gregge?