Cronaca

Crans Montana, spunta il mistero delle telecamere bloccate

Sono undici le telecamere che hanno filmato l'interno del bar Le Constellation, almeno fino all'1,23 della notte di Capodanno. Poi più nulla

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Alcuni degli ultimi dettagli del rogo di Capodanno al “Le Constellation“ di Crans Montana non fanno luce su una delle più pressanti domande: chi ha le maggiori responsabilità? Chi gestiva il locale e non ha fatto nulla per garantire la sicurezza dei giovani clienti o chi doveva controllare affinché ciò venisse fatto? Dagli interrogatori di Jacques Moretti, il proprietario del locale incriminato, escono notizie che hanno sempre più dell’incredibile. I coniugi accusati, specialmente il marito, si trincerano sempre più dietro una sfacciata immagine da vittime, non essendo stati, a loro dire, consigliati, assistiti, ammoniti dalle autorità sui controlli anti-incendio che il loro locale avrebbe dovuto superare.

Nelle sale sui due piani erano installate addirittura 11 telecamere che mostrano come il bar fosse relativamente vuoto a pianterreno ed invece affollatissimo nel livello sottostante. Come riportato da 20Minuten.ch e altre testate svizzere, qui si assiste ad un’incredibile anomalia. L’incendio, secondo l‘indagine, è divampato alle ore 1:26 e guarda caso le telecamere trasmettono fino alle 1:23. Successivamente le immagini si interrompono. Il primo gennaio Moretti aveva dichiarato che il sistema si era bloccato (proprio 3 minuti prima del dramma!) e che quindi la registrazione dei momenti seguenti non poteva essere recuperata. Da quel che si vede fino all’ora dell’interruzione delle riprese, l’uscita di sicurezza nel sotterraneo sembra aperta, anche se ostruita da un mobile. Nel muro di fianco si nota anche la presenza di un estintore. Tuttavia, fino ad oggi, non esistono testimonianze a conferma che l’uscita o l’estintore siano stati utilizzati.

Che anche le autorità competenti non possano dirsi inappuntabili lo dimostra un documento fondamentale che la NZZ am Sonntag (la versione domenicale della Neue Zürcher Zeitung) ha potuto visionare: il protocollo dell’ultima ispezione di sicurezza antincendio effettuata nel 2019 al “Le Constellation”. L’esito del controllo è contenuto in un documento di quattro brevi pagine denominato dossier “CH33PUB”. L’ispezione fu fatta dall’allora responsabile del Comune per la sicurezza. Fondamentalmente si tratta di una check list. A fianco dei vari criteri elencati, una colonna “en ordre“ (in regola, conforme) contiene delle caselle da marcare con un “si“ od un “no“ per ogni argomento. Le vie di fuga sono state trovate in regola dall’ispettore, poiché non più lunghe di 35 metri, così come la larghezza della famigerata scala che collegava il piano terra al seminterrato.

Alla voce “scala“ la casella “no“ è stata evidenziata, essendo essa costruita in legno. Nello stesso capitolo, al punto “Nessun materiale infiammabile“, l’ispettore ha messo la crocetta sul “no“. Ma con la doppia negazione cosa intendeva dire davvero? Il materiale non era conforme o non fu rilevato alcun materiale infiammabile? L’assenza di commenti su questo tema non chiarisce affatto questo argomento. Ma l’aspetto più impressionante del protocollo è l’assenza di ogni riferimento alla tristemente nota schiuma fonoassorbente del soffitto del seminterrato, che era stata installata nel 2015 durante i lavori di ristrutturazione del locale. Nel protocollo non se ne fa alcuna menzione.

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Infine nella lista di verifica vengono elencati alcuni ulteriori aspetti, anche se probabilmente non decisivi, non perfettamente in regola. Praticamente le uniche irregolarità risultanti dall’ispezione: estintori non segnalati nè fissati, illuminazione dei cartelli delle uscite di sicurezza non testata. Quindi il documento, con una crocetta su “controllo superato“ concludeva che il locale potesse essere utilizzato, a patto di sistemare queste piccole inadempienze entro tre mesi.

Una copia del documento incriminato in questione fu distribuito ai tempi dell‘ispezione ad ogni membro del Consiglio comunale. Quindi qualcuno avrebbe potuto, anzi dovuto, accorgersi che in quel locale, apparentemente uno dei più frequentati di Crans Montana, non erano stati più effettuati controlli da anni. Il Comune di Crans Montana non ha fornito spiegazioni su questo argomento.

Andrea Gebbia, 21 gennaio 2026

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