Crisanti si converte al terrorismo virale - Seconda parte

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A questo punto, liberi tutti. Di dividersi, di tifare, di sospettare, di preoccuparsi, di incazzarsi. E, alla fine della storia, è proprio questo il problema: che, a distanza di sette mesi da un virus inafferrabile, mutante, tuttora ignoto quanto alle origini, generatore di dietrologie, insomma di una incertezza di fondo che ha scatenato una destabilizzazione globale, gli scienziati non sembrano riuscire a trovare un accordo, un punto fermo da cui partire, una base per lavorare insieme. Il virus ha diviso i morti dai vivi, i sani dai malati, la destra dalla sinistra (ancor di più), i virologi dai microbiologi, i cittadini dai cittadini. Amicizie profonde s’incrinano per una mascherina, un parere su un social. Clientele storiche vanno a ramengo, la diffidenza di noi contro di noi ci scava ed è peggio del contagio, è contagio a sua volta, sfibrante, devastante.

La scienza, la divulgazione scientifica non ne escono, ne risultano frammentarie e dissociate, la confusione avvolge tutto, l’insofferenza cresce, incrociata dei paranoici verso i lassisti, di questi ultimi contro i primi. Pare “dotti medici e sapienti”, la canzone di Bennato coi luminari che, al cospetto del paziente, non si mettono d’accordo: dovremmo, come quello, alzarci e scappare? Tutti quanti? E dove? Speriamo almeno che anche dottor Bassetti, domani, non si trasformi in Mr Hyde.

Max Del Papa, 4 settembre 2020

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2 Commenti

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  1. Crisanti è l’unico che ha saputo prevenire, perché ha agito autonomamente. Zaia può solo ringraziarlo. Ora indica la via per convivere correttamente col virus. Ovviamente prende nota che la curva del contagio si sta impennando, perciò descrive ciò che accadrà se non si faranno screening sistematici e non si rispetteranno i protocolli di prevenzione. Bassetti e Zangrillo si limitano a chiedere che si accetti il rischio, che valutano minimo. È una posizione rispettabile. Ma Zangrillo sembra piuttosto contrariato per la positività di Berlusconi, eppure il caso rientra nelle statistiche di rischio atteso, non dovrebbe stupirsi. Con ciò i migliori auguri a tutti i malati di covid-19 e speriamo che le cure sanitarie siano per tutti le migliori

    • > se non si faranno screening sistematici

      Con i tamponi sono inutili, perché non si può determinare se si è infettivi in assenza di sintomi. Servono i test antigenici.

      > si rispetteranno i protocolli di prevenzione

      I protocolli di prevenzione per larga parte sono basati su dati scientifici vecchi di mesi, o solo in base all’eccessiva cautela.

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