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Crisi economica: chi affonda e chi guadagna

covid (1)
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Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (-46,11%), servizi di alloggio e di ristorazione (-40,06%), attività artistiche, di intrattenimento e divertimento (-27,21%): è questo il poco gradito podio delle attività economiche che nel 2020 hanno registrato le maggiori perdite in termini di valore aggiunto rispetto al 2019, con i primi due classificati che sopravanzano notevolmente sul terzo.

Gli unici settori economici che, nell’annus horribilis 2020, hanno invece rilevato un incremento del rispettivo valore aggiunto rispetto al 2019, sono quello delle telecomunicazioni (+5,09%), e quello della programmazione, consulenza informatica e attività connesse (+3,05%). Questi i dati Istat che emegono dalla scomposizione per branca di attività del già noto dato complessivo dell’8,87% che esprime il calo del Pil 2020 in termini reali rispetto al Pil 2019.

Numeri che aiutano anche ad inquadrare meglio chi ha pagato di più le conseguenze economiche della crisi sanitaria dovuta alla pandemia e che dovrebbero essere attentamente valutati per mirare al meglio gli incentivi economici per favorire la ripresa delle imprese, al di là dei sostegni per garantirne la pura e semplice sopravvivenza immediata. Sono i numeri a dire che le invocazioni di Piani Marshall, per il settore turistico, per il settore della ristorazione, per il settore dello spettacolo per i settori ad essi trasversali dell’organizzazione di eventi, non costituiscono iperboli o eccessi di attenzioni, ma semplici trasposizioni della consapevolezza degli impatti significativamente asimmetrici della crisi.

Nella tabella che segue, si riportano in ordine decrescente i cali percentuali di valore aggiunto, in termini reali, fatti registrare dai principali settori economici, come risultanti dai corrispondenti dati Istat, evidenziando altresì quelli che si pongono al di sopra e quelli che si pomgono al di sotto del “dato medio” rappresentato dal calo in termini reali del Pil.

Calo 2020 del valore aggiunto per settore economico

1. Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (-46,11%)
2. Servizi di alloggio e di ristorazione (-40,06%)
3. Attività artistiche, di intrattenimento (anche sportivo) e di divertimento (-27,21%)
4. Industrie tessili, confezione di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e simili (-23,09%)
5. Attività amministrative e servizi di supporto (tra cui rientrano tour operator e agenzie di viaggio) (-17,18%)
6. Trasporti e magazzinaggio (-17,10%)
7. Fabbricazione di mezzi di trasporto (-15,89%)
8. Fabbricazioni di macchinari e apparecchiature diverse da elettronica (-15,33%)
9. Attività metallurgiche e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature (-12,23%)
10. Pubblicità e ricerche di mercato (-11,41%)
11. Fornitura di acqua, reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (-10,88%)
12. Fabbricazione di apparecchiature elettriche (-10,74%)
13. Fabbricazione di mobili, altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine a apparecchiature (-9,73%)
14. Industria estrattiva (-9,65%)
Attività dei collaboratori domestici (-9,52%)
15. Pil nazionale (-8,87%)
16. Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (-8,58%)
17. Attività editoriali, audiovisivi, attività di trasmissione (-8,53%)
18. Industria del legno, della carta e dell’editoria (-8,38%)
19. Fabbricazione di articoli in gomma e materia plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-7,62%)
20. Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica (-7,29%)
21. Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli (-7,25%)
22. Attività degli studi professionali in ambito giuridico-economico e tecnico (-6,64%)
23. Costruzioni (-6,31%)
24. Fabbricazione di prodotti chimici (-6,12%)
25. Agricoltura, silvicoltura e pesca (-5,98%)
26. Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici (-3,52%)
27. Attività immobiliari (-3,03%)
28. Attività della pubblica amministrazione (istruzione, sanità, assistenza sociale) (-2,99%)
29. Attività finanziarie e assicurative (-2,61%)
30. Ricerca scientifica e sviluppo (-2,25%)
31. Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (-1,83%)
32. Programmazione e consulenza informatica e attività connesse (+3,05%)
33. Telecomunicazioni (+5,09%)

Elaborazione Eutekne.info su dati Istat

Enrico Zanetti, 14 aprile 2021

Eutekne

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stefano
stefano
18 Aprile 2021 16:26

1) Se tra un mese ci saranno ancora zone arancioni e rosse vuol dire che il piano vaccinale NON FUNZIONA.

2) I pass sono fatti per costringere la gente a vaccinarsi.
Dovranno spiegarlo a qualche giudice in quanto già in settimana partono le denunce.

Contenti loro contenti tutti.

stefano
stefano
17 Aprile 2021 14:46

Nel 2020 persi 40 miliardi di salari, Italia peggiore in Ue……
Eurostat, massa salariale arretra del 7,5%, media europea -1,9%

Nel 2022 arriverà il conto del 2021 che sarà ben peggio…..

Nel 2023 il saldo .

non c’è un solo buon valido motivo per insistere a rimanere in quel paese lì…

eg
eg
15 Aprile 2021 16:36

Ancora le distanze, ancora le mascherine, ancora il coprifuoco: tutti messaggi che non invitano certo alla vita sociale e alla serenità…

Marco
Marco
15 Aprile 2021 11:24

Buongiorno @ Enrico Zanetti Al di la dei dati che molto spesso sono falsati, per ragioni che tutti noi sappiamo, ci troviamo difronte all’eterna lotta tra il ricco e il povero. Una lotta che è iniziata nella notte dei tempi e mai finirà, fino a quando esisterà il mondo. I soldi, portano soldi e chi ne ha, difficilmente rimarrà senza. La ricchezza mondiale è in mano a meno del 20% della popolazione, il restante 80% vive e molto spesso, sopravvive. E’ una disuguaglianza impressionante, sopratutto se pensiamo che in alcuni paesi, il reddito mensile è pari a 150,00 €. Il C-19 è stato creato a tavolino, per destabilizzare l’economia mondiale e la prova di tutto ciò è il fatto che la Cina, sia l’unico paese al mondo, con il PIL che è cresciuto a dismisura, sopratutto nell’ultimo anno. Ma come per incanto, di tutto ciò, nessuno spende più una parola. All’inizio si parlava di un virus sfuggito di mano, ai ricercatori cinesi, oggi si fanno enormi affari sottobanco, con gli stessi. Ho letto su un sito Internet, www.disinformazione.it che la popolazione cinese, tra non molto supererà la soglia dei due miliardi di abitanti. Ma la cosa impressionante, stà nel fatto che l’intera economia del paese, sia in mano a poco meno di seicento persone. E questo caro Enrico, la dice… Leggi il resto »

stefano
stefano
15 Aprile 2021 11:11

A cena al ristorante col coprifuoco a mezzanotte non ci torna proprio nessuno men che meno in estate.

O aprono tutto nel modo e nella maniera giusta o la situazione andrà a finire nel peggiore dei modi.

Meglio stare a casa e vacanze estive TASSATIVAMENTE ALL’ESTERO senza se e senza ma.

La devono SMETTERE !

stefano
stefano
15 Aprile 2021 8:54

Falso : servizi di alloggio e di ristorazione (-40,06%) falso è meno 73 %

sicuro che parla dell’Italia e non del Messico o di Dubai??????

se sono veri i numeri allora è tutta una bufala come il virus …del resto gli americani quando le fanno le fanno grandi….

stefano
stefano
15 Aprile 2021 8:51

PAGANO I CITTADINI ITALIANI QUESTI I MOTIVI PER I QUALI LE TASSE PER GLI ITALIANI CONTINUERANNO AD AUMENTARE SENZA SOSTA MA MEGLIO NON SCRIVERE NULLA AL RIGUARDO O IN MODO CHE NESSUNO O POCHI NE ABBIANO CONTEZZA,IL PAESE E’ MARCIO DALLE FONDAMENTA E PRIMA O POI ,PIU’ PRIMA A QUESTO PUNTO IL CONTO DA PAGARE ARRIVA,(PER I CITTADINI ITALIANI ):

https://www.openpolis.it/in-calo-le-procedure-di-infrazione-a-carico-dellitalia/

sono in calo….sono solo 85 delle quali 20 nuove grazie al governo precedente

Sveglia poi le casse sono sempre vuote?Con una pressione fiscale che fa venire la pelle d’oca solo a pronunciarne i numeri?

Questo è il risultato del buon operato degli eletti dai cittadini …

Pigi
Pigi
15 Aprile 2021 8:11

Il dato viene tenuto artificialmente alto dalla voce n. 28, attività della Pubblica Amministrazione, che perde “solo” il 3%.
Si tratta di spese fatte a debito, come una famiglia senza stipendi che vivesse con i prestiti che riesce ad ottenere.
Un calcolo realistico va fatto senza questa aggiunta, per cui la perdita del PIL, che viene calcolata nell’8,87%, VA ALMENO RADDOPPIATA.