Cronaca

Crolla insegna Generali. Che ridere: per i climatisti è colpa del caldo

Non mancano nemmeno questa volta le immarcescibili congetture che finiscono per accusare il clima

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Alle prime luci dell’alba di ieri, a Milano, la monumentale insegna “Generali” posta sulla sommità della Torre Hadid (uno dei simboli dello skyline milanese) si è staccata parzialmente piegandosi, fortunatamente, verso l’interno dell’edificio. Solo una coincidenza dunque ha fatto sì che la mastodontica struttura pesante 170 tonnellate e lunga 15 metri non sia caduta nel vuoto producendo così enormi danni a persone o cose.

Secondo i primi rilievi tecnici, il cedimento sarebbe legato alla rottura di alcuni elementi di sostegno interni alla struttura con conseguente collasso parziale. Eppure, come spesso accade in Italia, soprattutto fra certe testate, le prime interpretazioni non sono tecniche, ma si basano su congetture che finiscono per accusare il clima: “Il caldo anomalo potrebbe aver contribuito alla dilatazione termica e al cedimento”, riportano alcuni giornali.

Una narrazione che, sebbene suggestiva, non regge a un’analisi ingegneristica più seria: non serve essere finissimi specialisti per sapere che gli acciai utilizzati in ambito edilizio, soprattutto nel caso di installazioni esposte come insegne a grandi altezze, sono scelti e calcolati tenendo conto di escursioni termiche anche molto più ampie di quelle milanesi. Una giornata da 35 gradi, con sbalzi di temperatura elevati ma non estremi tra giorno e notte, non può spiegare da sola un collasso strutturale a meno di vizi progettuali o manutentivi.

La Ripartenza

In base all’assurda teoria di Corriere&co. Dubai e altre città futuristiche piene zeppe di grattacieli da record, che registrano temperature nettamente superiori a Milano e che hanno uno sbalzo termico ancora maggiore dovrebbero ridursi sostanzialmente ad un quadro di Dalì. Tuttavia, la retorica mediatica del riscaldamento globale è sempre coerente con la linea verde di alcune testate e anche di Palazzo Marino, poco importa se rischia di diventare un facile paravento non supportato da azioni tecniche puntuali.

Non è la prima volta che si tenta di attribuire ai cambiamenti climatici la paternità di alcuni eventi, proprio come quello di ieri: a Milano questo avviene anche quando un albero, appesantito da una mancata potatura oppure intrinsecamente inadeguato ad essere piantato nel cemento cade e sfascia una macchina (quando va bene): non è colpa della mancata manutenzione, ma del clima.

Insomma, nella città della ZTL anche la domenica, il clima può benissimo diventare un salvacondotto per giustificare l’incuria, gli errori di progettazione, l’inquinamento e talvolta anche il degrado. E chiaramente chi è il colpevole del cambiamento climatico? Il cittadino, con i suoi sprechi, la sua macchina non elettrica e magari col suo viziaccio di fumare. Il sillogismo è dunque semplice: perché è caduta l’insegna? Per colpa nostra!

Alessandro Bonelli, 30 giugno 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis)

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 11/04/2026

Controlli per Salis

Vignetta del 11/04/2026