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Crosetto avvisa la Flotilla: “Rischio drammatico”. Ma loro se ne infischiano

Incontro tra il ministro e la delegazione della Flotilla: le preoccupazioni dell'esecutivo, ma la flotta va avanti

Guido Crosetto Unifil
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Oggi il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha incontrato a Roma una delegazione della Flotilla, il movimento che si propone di portare aiuti al popolo di Gaza. Crosetto ha espresso preoccupazioni sui rischi associati a iniziative che potrebbero portare a escalation pericolose. Durante il confronto, ha sottolineato: «È fondamentale che l’impegno della Flotilla non si traduca in atti che, invece di aiutare concretamente, potrebbero generare situazioni drammatiche». Il Ministro ha ribadito la priorità del governo italiano: favorire soluzioni sicure e tramite i canali umanitari già attivi.

L’obiettivo dichiarato della Flotilla e i rischi del blocco navale

Uno dei punti principali trattati durante l’incontro è stata l’intenzione dichiarata della Sumud Flotilla di forzare il blocco navale attorno a Gaza. Su questo tema, Crosetto ha messo in guardia rispetto ai possibili pericoli per le imbarcazioni civili coinvolte: «Qualora la Flotilla decidesse di tentare di superare un dispositivo militare, i rischi sarebbero elevati e difficilmente gestibili». Ha anche ricordato che eventuali azioni avventate potrebbero mettere a rischio la sicurezza degli stessi attivisti italiani. Il richiamo alla responsabilità è stato al centro del messaggio del Ministro.

La posizione della portavoce della Flotilla

Maria Elena Delia, portavoce della Flotilla, ha risposto alle parole di Crosetto affermando che la missione non si fermerà. «Noi navighiamo in acque internazionali nella piena legalità», ha spiegato, sottolineando che l’obiettivo della Flotilla è esclusivamente umanitario. Tra le dichiarazioni della Flotilla emerge comunque un chiaro intento di proseguire il loro percorso verso Gaza, nonostante le difficoltà politiche e operative.

Anche sul fronte internazionale non sono mancate prese di posizione. Centoquaranta artisti hanno lanciato un appello a Francia e Belgio per garantire la tutela della Flotilla durante la sua missione. Nel contempo, Israele ha definito la Flotilla una “provocazione al servizio di Hamas”, criticando apertamente l’iniziativa.

I canali diplomatici

Durante il confronto, Crosetto ha insistito sull’importanza dei dialoghi diplomatici per ottenere risultati concreti. «La priorità mia e del governo – ha detto – è e resta il ricorso a soluzioni umanitarie efficaci». Ha poi evidenziato come già esistano canali attivi per sostenere la popolazione palestinese. Per il Ministro, sfruttare mezzi diplomatici è preferibile rispetto a iniziative che potrebbero aumentare i rischi e creare tensioni indesiderate.

“Sono pronto ad ascoltare gli italiani che sono sulla Flotilla attraverso il loro portavoce giorno e notte, il mio telefono è sempre aperto, quindi siamo disponibili. La nostra unità di crisi li segue costantemente come li segue la nostra Marina Militare che ha compiti soltanto umanitari non militari e, ripeto, non accompagnerà la Flotilla oltre lo sbarramento israeliano”, ha detto il vicepremier e segretario nazionale di FI Antonio Tajani.

Un altro punto sottolineato con forza dal Ministro è stata la necessità di tutelare la vita degli attivisti italiani, coinvolti nelle operazioni della Flotilla. Crosetto ha ribadito: «È fondamentale evitare azioni che potrebbero mettere in pericolo qualunque vita».

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