Zanzara tigre

Cruciani sta col carabiniere: “Lo Stato ha condannato una persona perbene”

L'editoriale del conduttore della Zanzara: il caso di Emanuele Marroccella, il killer peruviano e Crans Montana

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Nell’ultima puntata della Zanzara, Giuseppe Cruciani ha affrontato con toni accesi la condanna di Emanuele Marroccella, un carabiniere che ha ucciso un ladro siriano, e la questione della sicurezza in Italia e Svizzera.

“Da servitore dello Stato, oggi mi ritrovo pregiudicato”, ha dichiarato Marroccella in una testimonianza riportata da Cruciani. Il carabiniere si è detto disorientato dalla sentenza che lo condanna a tre anni di carcere per aver agito durante un tentativo di fermare un ladro che aveva appena ferito un collega con un cacciavite.

Cruciani ha sottolineato che il ladro, con precedenti per rapina e lesioni, aveva ferito un carabiniere con un cacciavite. “Lo Stato ha condannato una persona perbene”, ha detto Cruciani. Nel frattempo, ha evidenziato il caso di un killer peruviano di nome Aurora, espulso due volte per reati gravi ma lasciato libero a causa di una “patologia alle vie urinarie”.

Passando a questioni di sicurezza internazionale, Cruciani ha criticato la Svizzera per la mancanza di controlli di sicurezza in una discoteca per cinque anni, chiedendo “con quale faccia possiamo attaccare la Svizzera?”. Ha poi concluso con un commento sulla violenza politica: “Alcuni giovani del movimento giovanile di Fratelli d’Italia sono stati aggrediti… dove sarebbe il pericolo fascismo? … Ma non rompeteci il cazz*, dai!”.

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