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Da Pratica di Mare a Kiev: cosa è andato storto con Putin - Seconda parte

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Il potere corrompe

Credete che dopo ventun anni di potere questo sia ancora possibile e la degenerazione possa evitarsi, fosse stato pure Putin il più ben intenzionato dei leader? La fenomenologia del potere dice tutt’altro, che possiamo sintetizzare con una nota frase di Lord Acton, il grande liberale ottocentesco: “il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente”. Che Putin abbia voluto cercare all’esterno il puntello al suo potere interno, a partire da un certo punto, è anch’esso ben comune nella fenomenologia storica delle dittature. Che poi egli crede o non creda all’ideologia della “Grande Russia” e dell’Occidente decadente, poco importa: la coloritura ideale è necessaria anche ai fautori della più bieca politica di potenza.

Gli errori dell’Occidente

Ove ha sbagliato l’Occidente è perciò evidente: nel lasciar fare assoluto su tutti i fronti (Libia, Siria, uccisioni al polonio sul suo territorio…) e per troppo tempo. Il non interventismo dell’Occidente non è stato dettato da considerazioni di realpolitik, ma spesso dalla volontà di preservarsi nel suo comodo edonismo e materialismo basato sui consumi. Ci siamo persino legati mani e piedi alle forniture energetiche del dittatore pur di fare affari con lui. È stato il nostro tallone d’Achille, e Putin ne ha approfittato per espandersi e ora anche in sostanza per dichiararci guerra. Più che “obsoleto” come lo ha definito, il nostro liberalismo si è dimostrato esangue, privo di nerbo ed energia morale. E le conseguenze le stiamo ora pagando.

Corrado Ocone, 20 marzo 2022