Il fumettista Michele Rech, alias Zerocalcare, ha deciso di non partecipare alla fiera “Più libri più liberi” perché tra gli espositori figura l’editore Passaggio al Bosco, vicino ad ambienti neofascisti. Una scelta che molti applaudono come “coerente”, ma che in realtà rischia di trasformarsi in un boomerang culturale. Essere coerenti non significa isolarsi. Ritirarsi da una fiera non è un atto di coraggio: è una fuga.
La cultura non si difende chiudendo la porta, ma spalancandola e affrontando le idee che si ritengono pericolose. Boicottare significa lasciare il campo libero, rinunciare a usare la propria voce per contrastare ciò che si contesta. Il paradosso del paletto… forse voleva farci fare una risata. Zerocalcare dice: «Ognuno ha i suoi paletti». Ma se i paletti diventano muri, il risultato è l’autoghettizzazione. Invece di dialogare, si preferisce il silenzio. E il silenzio, in questi casi, non è neutrale: è un regalo a chi si vorrebbe combattere. La fiera non è un endorsement! Partecipare a un evento non significa legittimare ogni presenza. Al contrario, è l’occasione per ribadire valori democratici e antifascisti davanti a migliaia di persone. Rinunciare è come dire: “Non voglio sporcare le mani”, ma la cultura è fatta di confronto, non di sterilità.
Il boicottaggio di Zerocalcare non ferisce il neofascismo: ferisce il dibattito. E quando il dibattito muore, chi vince non è la coerenza, ma l’ideologia che si voleva combattere. W l’Atreju di Giorgia Meloni che apre le porte alle idee di tutti i partiti, destra e sinistra per dare vita ai veri e costruttivi confronti.
Beppe Fantin, 5 dicembre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


