Prima la coppia clandestina al concerto dei Coldplay, poi gli audio di Raoul Bova inviati ad una ragazza. Il tutto dato in pasto senza remore all’attenzione pubblica. Che a sua volta si sente in dovere di commentare, censurare, spettegolare, ironizzare.
Se imparassimo tutti che non siamo nessuno, ma proprio nessuno, per giudicare il privato degli altri, men che meno di persone che ignorano la nostra esistenza al mondo, faremmo un grande passo in avanti per imparare anche una nobile arte, troppo spesso trascurata in tempi come questi: quella della compassione.
Guglielmo Mastroianni, 30 luglio 2025
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