Il 6 marzo 2013 David Rossi, ex responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, morì precipitando dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni. Per anni la sua morte è stata classificata come un suicidio, nonostante i numerosi dubbi sollevati dalla sua famiglia. Oggi, una nuova simulazione forense in 3D ribalta questa ipotesi e apre la strada a una prospettiva differente: quella dell’omicidio.
La critica alla vecchia perizia
Secondo Giuseppe Monfreda, ingegnere forense esperto nel software di simulazione Virtual Crash, le precedenti analisi condotte nel 2022 dall’Università La Sapienza e dal RIS dei Carabinieri avrebbero utilizzato una versione obsoleta del software, la 3.0, non idonea a simulare movimenti complessi come un “lasciarsi cadere”. Inoltre, sarebbe stato impiegato un manichino standard non calibrato sulle reali misure del corpo di Rossi. Questi limiti avrebbero compromesso l’attendibilità delle conclusioni precedenti, che avevano indicato il suicidio come causa della caduta.
La nuova simulazione
La nuova perizia eseguita da Monfreda si basa su una simulazione digitale realizzata con un manichino virtuale calibrato esattamente sulle dimensioni di David Rossi, ricostruito tramite la scansione laser 3D del vicolo. Secondo il perito, la simulazione mostra con un margine di compatibilità del 95% che Rossi durante la caduta aveva il braccio destro vicino al corpo, il sinistro alzato e nessun contatto col muro. Questi elementi contraddicono l’ipotesi del suicidio e suggeriscono che il manager sia stato trattenuto per un polso e poi lasciato cadere.
Un altro dettaglio cruciale è legato al cinturino dell’orologio di Rossi, trovato rotto vicino al corpo. Secondo gli esperti, le lacerazioni presenti sul polso sinistro sarebbero compatibili con un’azione di trattenimento durante la caduta, mentre la separazione del cinturino dalla cassa sembra indicare una dinamica diversa dal semplice impatto col suolo. La figlia di Rossi, Carolina Orlandi, ha dichiarato: “Oggi non parliamo più di opinioni, lo dice la fisica. Mio padre è stato ucciso”.
La richiesta di riaprire il caso
Alla luce di questi nuovi elementi, la famiglia di David Rossi ha ribadito la richiesta di riaprire le indagini, ma non presso la Procura di Siena, che aveva seguito l’inchiesta iniziale. Carolina Orlandi ha espresso la speranza che una procura competente possa finalmente fare chiarezza sull’accaduto, sottolineando il diritto della famiglia alla verità. La commissione parlamentare d’inchiesta, presieduta da Gianluca Vinci, ha confermato l’esigenza di approfondire il caso, considerando le nuove prove come “gravi e urgenti”.
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Gli sviluppi più recenti sono stati descritti come uno spartiacque nelle indagini. La perizia forense e i margini di compatibilità delle simulazioni digitali hanno offerto una base scientifica a una tesi sostenuta a lungo dai familiari di Rossi. Questa svolta ha alimentato nuove aspettative, portando il caso nuovamente al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica.
Secondo Monfreda, la dinamica della caduta simulata mostra che Rossi non poteva essersi lasciato cadere. Gli elementi raccolti suggeriscono che il manager sia stato trattenuto da due persone e poi rilasciato. “Abbiamo sovrapposto le immagini della simulazione e del video reale, e il risultato non lascia dubbi: David Rossi non si è suicidato, è stato ucciso”.
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