Commenti all'articolo Dazi e mercato auto, comanda Trump

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Valter
Valter
8 Dicembre 2018 21:28

No! La cosiddetta “tassa sulla panda” non è da banalizzare. È il parto (sarebbe meglio dire l’aborto) dell’attivita cerebrale (?) di personaggi ben rappresentati dalla sottosegretaria Castelli che fuori dal parlamento a cui è stata eletta (per gli stessi meriti che avrebbe avuto un somaro eletto nel collegio blindato del Mugello ai tempi del PCI/PDS) non farebbe non dico l’assistente di una segretaria ma nemmeno potrebbe rivestire il ruolo di fermaporte in qualunque azienda. E Salvini lo sa bene, anche se non affonda il colpo: il momento di divorziare dal partito degli imbecilli non è ancora arrivato. Ma non tarderà molto, altro che governare per altri 5 anni, come è costretto a dire per opportunità politica !

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
8 Dicembre 2018 3:35

La globalizzazione é stata la grande sorpresa che nessuno si aspettava. La velocitá dei cambi tecnologici e dei flussi di denaro ha sconvolto l’economia di molti paesi i cui governi non furono attenti ai cambi. Il grande vincitore é stato la Cina e il gran perditore l’Europa mentre Trump sta ricorrendo ai ripari con l’elevazione dei dazi per ristabilire dei scambi commerciali non rovinosi.
Oggi gia anche nel G20 si sono accorti del danno che porta il GATTt e il Free Trade e si sono accordati per discuterlo, ovvero ciascuno fará cio che gli conviene. In questa lotta di titani Cna, USA, Russia, India, Giappone é assente un mercato di 500 milioni di persone l’Europa. Siamo governati da nanerottoli, da ignoranti da persone che non hanno neanche un briciolo di buon senso NON VEDONO IL FUTURO e noi non vediamo nessuno che abbia la minima idea di cio che potremmo essere invece di essere condannati alla sudditanza.

Giacomo Cambiaso
Giacomo Cambiaso
7 Dicembre 2018 18:26

Anche lei Ruggeri tira fuori la tassa sulla Panda…che delusione. Mettiamo i puntini sulle “i”, qual’e’ la grande differenza tra la situazione francese e quella italiana? Il consenso. Il governo pentastellato ha leggermente piu’ credito da spendersi, gli spauracchi delle tasse sui poveri (panda) a favore dei ricchi vengono da fonti poco credibili dichiaratamente faziose con una spiccata tendenza a distorcere i fatti piuttosto che raccontarli, il governo ha solo 6 mesi di vita, non anni come micron, ed e’ partito con un consolidato sostegno che micron non ha mai avuto a casa sua. La sua analisi e’ altrimenti interessante come sempre, manca solo un ingrediente molto piccante che le deve essere sfuggito, il nuovo debito subprime degli US e’ proprio quello dell’automobile, un dettaglio non di poco conto che merita tanta attenzione se non di piu’ delle questioni da eco-warrior sulle auto alettriche, infondo la Tesla sembra destinata a fallire prima per non dire al contrario delle affaticate case automobilistiche tradizionali.