La Ripartenza

ESCLUSIVA

“Dazi, Musk e Putin: nessuno come Trump. Ma può fare di più”

Parla Marco Bassani. L'11 e 12 luglio il professore sarà tra i grandi protagonisti della Ripartenza con una lecture sul presidente americano

Marco Bassani parla di Trump e dei dazi nella sua intervista per La Ripartenza Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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È tutto pronto per la nuova edizione della “Ripartenza” che si terra venerdì 11 e sabato 12 luglio al Teatro Petruzzelli di Bari. Tra gli appuntamenti della seconda giornata ci sarà la lecture del professor Luigi Marco Bassani dedicata al presidente americano Donald Trump.

Trump è sicuramente uno dei grandi protagonisti di questa fase storica…

“È un periodo dominato da Trump, non ci sono dubbi. Io vorrei fare capire le differenze tra il liberalismo vecchio e quello nuovo. Trump ha spiazzato molti conservatori, anche liberali e libertari, cambiando l’agenda politica. Il vero argomento di Trump, quello con cui ha vinto, è la sensazione di essere invasi. Nei quattro anni di Biden c’è stata un’escalation senza precedenti di immigrazione illegale: probabilmente sono entrati tra i 12 e i 15 milioni di immigrati illegali. Questo ha fatto stravincere Trump, con la promessa di rimandarli a casa. Oggi sia in America che in Europa, dove c’è immigrazione islamica, le argomentazioni più forti della destra riguardano l’identità nazionale da preservare”.

Come legge la strategia di Trump sui dazi?

“Continuano a parlare dei dazi di Trump, ma è come se Rocco Siffredi si lamentasse dell’eccesso di sessualità. L’Europa non fa altro che dazi, è una fortezza in cui non si vende uno spillo che non sia prodotto in Europa. Fa ridere che si presenti contro i dazi. La mia sensazione è che Trump voglia negoziare e fino ad ora ho avuto ragione. Gli Usa qualche anno fa avevano proposto un’area di libero scambio con l’Europa, che però ha rifiutato. Del resto l’Europa esiste solo in relazione ai dazi. Alla fine arriveranno a un accordo simile a quello con la Gran Bretagna. Io non sono d’accordo con i dazi, ma è un modo per negoziare tariffe più basse con aree che hanno imposte incredibili. Basti pensare alla Cina. Però fa sorridere vedere piagnucolare chi ha applicato dazi folli”.

La Ripartenza

Elon Musk ha annunciato la fondazione di un partito. Può davvero impensierire Trump?

“Non ha nessuna chance, zero. Nella storia americana ci sono stati dei casi simili, ricordo George Wallace che nel 1968 giocò la carta del sostegno alla segregazione razziale, raccogliendo un sacco di voti nel Sud. O ancora ricordo alle elezioni presidenziali del 1992, invece, Ross Perot. Non sono terzi partiti, ma sono figure che vengono fuori così. L’unico terzo partito organizzato che si presenta a ogni elezione è il partito libertario, che farà anche sorridere talvolta ma che qualche risultato, in certi contesti, riesce a ottenerlo. Una cosa è sicura: nessun partito potrà contestare i due grandi contenitori di partiti, che sono democratici e repubblicani. Poi Musk non è nato negli Stati Uniti, quindi teoricamente non potrebbe nemmeno fare il presidente…”.

Cosa ne pensa invece della gestione delle crisi internazionali?

“Mi aspettavo di più, devo confessarlo. L’uomo è molto potente e quando si siede a negoziare vince sempre. Forse ero troppo ottimista sia sulla forza di Trump, sia sulla complessità dei dossier. Sull’Ucraina ero assolutamente convinto che il trattamento non simpatico nei confronti di Zelensky fosse propedeutico alla pace. Ma in realtà il vero ostacolo è Vladimir Putin e non c’è niente da fare, anche perché è molto più potente di Zelensky. Anche la questione israeliana è particolarmente complicata. E pure il re dei negoziatori può avere delle difficoltà. Ma c’è anche un’altra chiave di lettura”.

Dica.

“Non esiste nessuna concentrazione di potere politico, militare ed economico che sia lontanamente paragonabile agli Stati Uniti. Non capisco chi continua a dire che la leadership americana sia in crisi. Ogni generazione ha visto un attacco alla supremazia degli Usa: dalla Germania nazista all’Urss, passando per il Giappone negli anni Ottanta. Raccontavano e raccontano di un sorpasso imminente. Ora sognano che la Cina superi gli Stati Uniti, ma sono le stesse proiezioni del secolo scorso. La realtà è che nessuno può contestare il dominio americano”.

Franco Lodige, 9 luglio 2025

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