Quanta pazienza. Mi tocca pure spendere due parole a difesa della ministra Eugenia Roccella, uno dei miei punti di riferimento etico-politici, come noto.
Roccella ieri ha detto che è sbagliato ridurre l’antisemitismo in Italia a un fenomeno legato al fascismo, perché va oltre il tempo e l’ideologia del fascismo. Non si è espressa bene, ha usato una espressione provocatoria come “gita ad Auschwitz”, e si è esposta alla replica tagliente della senatrice Segre.
Ma i dirigenti politici della sinistra hanno il dovere, specie su un tema così delicato quale l’insorgenza dell’antisemitismo nei partiti e movimenti di sinistra, di non approfittare di una parola mal usata o di una mezza frase estrapolata dalla frase compiuta.
Eppure tutti, come topolini dietro al pifferaio magico, eccoli lì, da Schlein a Bonelli da una quantità di 5stelle fino a Magi, a sparare bordate “antifasciste” contro Roccella e a dare fiato a quella indignazione un tanto al chilo che ormai è l’unico carburante politico ed etico dell’opposizione.
Marco Taradash, 13 ottobre 2025
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