Ad Alessandro Di Battista non basta che l’ambasciatore Usa in Israele abbia definito, giustamente, terroristi i coloni israeliani che attaccano le fattorie palestinesi in Cisgiordania. No, Di Battista li chiama «bestie di Satana». Per Di Battista non c’è differenza fra israeliani filogovernativi o di opposizione e neppure fra israeliani ed ebrei.
«Come dico da tempo» scrive «sentirsi popolo eletto è come sentirsi razza superiore. Sappiamo cosa hanno fatto coloro che si sono sentiti in passato razza superiore; ecco, chi oggi si sente popolo eletto fa più o meno le stesse cose». Gli ebrei naturaliter nazisti, insomma, sebbene la storia del “popolo eletto” sia stata sempre la storia dei perseguitati e non dei persecutori.
Di Battista è catalogato a sinistra nella topografia della politica italiana. Nessuno a sinistra gli ha mai replicato e molti, Giuseppe Conte per primo, lo aspettano fiduciosamente nel Campo Largo o dintorni. Forse è vero che l’antisemitismo più becero, quello che riesuma i clichè più spregevoli della storia delle persecuzioni antiebraiche, oggi si è spostato a sinistra.
Marco Taradash, 16 agosto 2026
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