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Dieci giorni di guerra: così sono avanzati i russi

Fallito il colpo di mano, ora sarà guerra di conquista: ecco come si muove l’Armata Russa

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È vero: l’avanzata russa in Ucraina non è andata esattamente come sperava Vladimir Putin. L’ingresso trionfale nelle città non c’è stato. La reazione militare di Kiev si è rivelata più eroica di quanto mezzo mondo potesse attendersi. E conquistare le città senza schierare il grosso delle forze aeree non è roba da tre o quattro giorni di conflitto. Niente blitzkrieg. Niente guerra lampo. Eppure non bisogna cadere nell’errore di convincersi che le truppe di Putin si siano “impantanate”, siano rimaste tutte “senza benzina” e siano già sul punto di fare la fine di Hitler in Unione Sovietica.

Intanto perché Mosca può ancora fare affidamento sui bombardamenti. Persa la possibilità di rovesciare il governo Zelensky in pochi giorni, magari uccidendolo o conquistando tre o quattro città chiave, Putin adesso sembra pronto a un cambio di strategia. Una guerra di conquista che prevede non solo lancio di missili o proiettili su torri delle tv, obiettivi militari e strutture difensive. Ma anche il bombardamento delle città. La Russia ha dimostrato di saperlo fare in Siria e in Cecenia, potrebbe replicarlo pure in Ucraina qualora volesse. Certo oggi è il giorno della tregua, con corridoi umanitari decisi a Moriupol e Vonovakha, ma l’avanzata russa non si fermerà. Anzi. Le città senza più civili diventeranno forse più rapidamente obiettivo di bombardamenti indiscriminati, riducendosi il rischio di vittime civili. Quanto possono resistere gli ucraini già in carenza di cibo e medicinali? Le armi e i rifornimenti occidentali stanno arrivando, compresi razzi anticarro e missili letali. Ma solo il tempo ci dirà se basteranno a fermare l’invasore, o se serviranno a inasprire il conflitto.

C’è poi da considerare il resto dell’esercito russo. Per capire se e quanto stiano avanzando, al netto dei racconti sul “ritardo” che effettivamente c’è, basta osservare in sequenza le cartine pubblicate dal ministero della Difesa britannico sulla base delle informazioni della propria intelligence. Dal 24 febbraio le aree in mano ai russi aumentano a vista d’occhio. Mosca ha preso l’area di Chernobyl al confine con la Bielorussia ed è ormai a 25km da Kiev. I movimenti dei carri suggeriscono che presto la città verrà circondata da quasi tutte le direzioni. Le città di Chernihiv, Konotop, Sumy e Kharkhiv sono circondate: si combatte strada per strada, ma la strategia dell’esercito invasore sembra quella di stringere l’assedio per avanzare verso la capitale.

Anche ad Est si combatte. I separatisti di Donetsk e Luhansk cercano di avanzare per conquistare l’intera regione del Donbass, mentre le truppe che hanno attaccato Kharkiv sarebbero in movimento per congiungersi ai filorussi per assicurare a Mosca il controllo di quasi tutta la frontiera tra Russia e Ucraina.

Infuocata anche la situazione a Sud. Dalla Crimea, annessa nel 2014 alla Russia, le truppe moscovite hanno preso Melitopol, Nova Kakhova e Kherson. Ci sono bombardamenti in corso a Mykolaiv e Odessa, che sul Mar Nero vede avvicinarsi le navi russe pronte – rose – ad uno sbarco. Se succedesse, e se l’attacco avesse successo, la Russia si garantirebbe il controllo di tutti i porti strategici sul Mar Nero. Intanto, una parte dei carri armati partiti dalla Crimea avanza per ricongiungersi ai commilitoni che combattono in Donbass: Mariupol risulta ormai accerchiata e bombardata, l’evacuazione dei civili conferma che la situazione è critica. Caduta o circondata Mariupol, Mosca avrebbe tutto il controllo del Mar d’Azov.