Appunti sudamericani

Direttore dello zoo si cucina 4 capre pigmee per il cenone di Capodanno

Ogni giorno uno sguardo esclusivo sul mondo americano e sudamericano

Maduro e Biden verso lo scambio di prigionieri del secolo: “Fat Leonard” vs Alex Saab.

Il primo si chiama Leonard Francis, corrotto appaltatore militare statunitense noto come “Fat Leonard”, fuggito dalla detenzione domiciliare a San Diego solo pochi giorni prima della sua condanna in uno scioccante scandalo decennale della Marina che ha coinvolto tangenti in denaro, orge e documenti top secret. Leonard ha tagliato il suo braccialetto di monitoraggio, ha evitato le guardie armate a casa sua e ha scavalcato il confine con il Messico. Solo 16 giorni dopo è stato arrestato in Venezuela mentre cercava di imbarcarsi su un volo per la Russia. Da quattro mesi è al gabbio a Caracas.

Il secondo è Alex Saab, prestanome del presidente venezuelano Nicolás Maduro ed è in prigione in Florida dal 2021 con l’accusa di aver sottratte 350 milioni di dollari dai programmi statali venezuelani. Saab o chi per lui ha assunto Maryna Pogibko, una lobbista ucraina che opera a Londra, proprio per spingere Washington verso un accordo inconfessabile: se l’amministrazione Biden vuole che Fat Leonard venga rimandato indietro dal Venezuela, dovrà lasciare libero Alex Saab. Nelle ultime settimane, Pogibko, che gestisce la Amadeus Consultancy, ha contattato persone a Washington DC, con legami politici per aiutare a mediare l’accordo con il governo degli Stati Uniti.

Direttore zoo messicano ha ucciso e cucinato 4 capre pigmee per il cenone di Capodanno

Jose Ruben Nava è stato sostituito come direttore dello zoo della città di Chilpancingo il 12 gennaio dopo la morte sospetta di un cervo. Ma i funzionari hanno detto ieri che un’indagine ha scoperto che alcuni degli animali nella collezione dello zoo sarebbero stati venduti, scambiati o mangiati da Nava. L’accusa più scioccante è stata fatta da Fernando Ruiz Gutierrez, direttore della fauna selvatica del dipartimento statale per l’ambiente che ha denunciato Nava di avere fatto uccidere e cucinare quattro capre pigmee maschi dello zoo per il suo cenone di fine anno. “Questi quattro animali sono stati macellati e cucinati nei locali dello zoo e sono stati poi serviti come cibo alla festa di fine anno”, ha detto Ruiz Gutierrez.

I sequestri di cocaina in Colombia hanno infranto tutti i record nel 2022

Si tratta di 671 tonnellate, ovvero 1,7 tonnellate in più rispetto al totale già record del 2021. Il 2021, a sua volta, ha superato il prodigioso totale di 505 tonnellate dal 2020 e le 428 tonnellate dal 2019. Insomma, un crescendo rossiniano e se si considera che in media sono sequestrati il 10% del totale delle spedizioni, fate voi il calcolo, un’enormità. Inoltre, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) ha riportato un aumento del 43% nella coltivazione di piante di coca in ottobre, con una crescita particolarmente vigorosa vicino ai confini con il Venezuela, dove coalizioni di coltivatori, trafficanti e bande armate hanno quasi controllo completo del territorio.

Petro ha annunciato la scorsa settimana che intende ridurre ulteriormente gli sforzi di eradicazione della coca, dicendo agli agricoltori che era accettabile che continuassero a produrre cocaina fino a quando il suo governo non avesse presentato “colture sostitutive” in grado di sostenere i loro mezzi di sussistenza, un atteggiamento che ha messo a disagio persino il Dipartimento di Stato di Biden. La Colombia sta pompando così tanta cocaina che ora appare regolarmente in vendita in parti del mondo che non l’hanno mai vista prima. I sequestri sono aumentati del 300% in Europa, del 1000% in Africa e del 1500% in Asia.

Messico: ecco come i narcos ora si impossessano direttamente dei media

Martedì 24, un gruppo di uomini armati ha attaccato le strutture di Media Group a Michoacán. L’aggressione è un nuovo modus operandi che inizia con l’attacco all’organo di informazione e successivamente con la richiesta all’azienda di accettare l’intervento diretto del gruppo criminale nella sua struttura amministrativa. “Dallo scorso agosto, il gruppo criminale che opera nella zona, in particolare a Nueva Italia e Lombardía, ha iniziato a fare pressioni”, spiegano fonti del Gruppo Media, che chiedono di restare anonime. Di fronte a questi fatti, le autorità messicane hanno lasciato indifesa l’azienda e chi vi lavora, non essendoci nemmeno operazioni di sicurezza nei luoghi attaccati.

Paolo Manzo, 3 febbraio 2023


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