Mi faccia il piacere

Disumano

Il discorso di Sergio Mattarella contro Israele e l'uso delle parole (che hanno un valore)

Sergio Mattarella
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Su una cosa Sergio Mattarella ha indubbiamente ragione: il più grande rischio di Israele nel condurre la guerra nella Striscia di Gaza è la “semina di sofferenza e di rancore” tra i palestinesi giovani di oggi che, forse inevitabilmente, rischiano di diventare i terroristi di domani. Senza contare che dopo un primo, breve periodo di solidarietà del mondo intero verso Tel Aviv per il tragico attacco del 7 ottobre, adesso si moltiplicano “le manifestazioni di antisemitismo” e l’avversione di intere nazioni. Inclusa l’Italia che con Guido Crosetto, nei giorni scorsi, ha espresso tutta l’irritazione di Roma verso le operazioni militari di Bibi Netanyahu a Gaza.

Però.

Però c’è un “però” grande come una casa. Le parole contano. E ieri il presidente Mattarella, intervenendo al concerto in occasione della Festa della Repubblica, ha forse un tantino esagerato con i termini. Se da un lato ha ricordato il “sanguinario attacco di Hamas” contro “vittime inermi” e con “ostaggi odiosamente rapiti e ancora trattenuti”, nel parlare del “dramma in atto nella Striscia di Gaza” ha utilizzato il vocabolo “disumano”. “È indispensabile – le parole esatte – che l’esercito israeliano renda accessibili i territori della Striscia all’azione degli organismi internazionali, rendendo possibile la ripresa di piena assistenza umanitaria alle persone. Che venga ridotta alla fame un’intera popolazione, dai bambini agli anziani, è disumano“. Infine l’affondo contro “l’occupazione illegale” dei territori “attribuiti alla Autorità Nazionale Palestinese” e l’appello per i palestinesi che “hanno diritto al loro focolare entro confini certi”.

Quindi riassumendo: l’attacco terrorista di Hamas è stato “sanguinario” mentre la risposta militare di Israele sarebbe “disumana“. Non entreremo qui nel dettaglio delle operazioni militari, né difenderemo acriticamente Israele che pure una differente gestione degli aiuti umani potrebbe e dovrebbe averla. Ne facciamo solo una questione di scelte linguistiche da parte di un presidente che avrà letto e riletto il testo prima di declamarlo al pubblico. Secondo la Treccani per “disumano” si intende una azione “che non ha o non conserva nulla di umano, che non pare proprio o degno dell’uomo”. Mentre per “sanguinario” si intende l’atto di una persona “incline alla violenza, tanto da non avere ritegno a ferire e uccidere”. C’è tutta la differenza del mondo. Domanda: è più “disumano”, cioè “non degno dell’uomo”, invadere Israele, sterminare ragazzi ad un rave, stuprare donne, uccidere bambini, carbonizzare corpi, prelevare ostaggi civili, rinchiuderli nei tunnel, usarli come merce di scambio, oppure condurre una guerra, che è sempre sporca, in un territorio disseminato di insidie?

Vogliamo sostenere che la guerra è sempre “disumana”? Ok. Allora disumano e stato il bombardamento di Dresda. Disumano quello di Belgrado. Disumane sono state anche le atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Dunque, ci permettiamo di dire, “non degni dell’uomo” e non solo “sanguinari” sono stati anche i massacri compiuti da Hamas. No?

Giuseppe De Lorenzo, 2 giugno 2025

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